Venerdì, 5 Marzo 2021
Mistero

Gimmy Pozzi, la svolta dalla superperizia: "Ucciso brutalmente"

Il campione di kickboxing di Roma era stato trovato morto la mattina del 9 agosto scorso in un'intercapedine larga appena 80 centimetri a Ponza: che cosa hanno scoperto. Il cerchio si starebbe stringendo

Caduta accidentale? L'ipotesi traballa. Sono tante le ombre sulla fine di Gianmarco Pozzi, 28 anni, campione di kickboxing di Roma, trovato morto la mattina del 9 agosto scorso in un'intercapedine larga appena 80 centimetri a Ponza.

Il giallo di Gimmy Pozzi, trovato morto a Ponza

Fratture delle costole e di una clavicola. Una profonda lesione alla testa, un edema polmonare. "Una raffica di colpi, forse inferti anche con un oggetto, che non gli hanno lasciato scampo" scrive oggi il Corriere della Sera commentando la superperizia basata su centinaia di foto al corpo e ai luoghi. Il corpo sarebbe stato gettato solo in seguito in quella intercapedine fra due abitazioni a ridosso di un vigneto a Santa Maria. Ci sono anche segni di una sospetta asfissia.

"Non si può più credere all’ipotesi di una caduta accidentale", commenta Fabrizio Gallo, l’avvocato della famiglia di Gimmy. A Ponza da tre anni lavorava come addetto alla sicurezza di una nota discoteca dell'isola. In questi giorni la procura di Cassino, che allora aprì un fascicolo per omicidio, ha intensificato le indagini: nuovi interrogatori e accertamenti da parte dei carabinieri della compagnia di Formia. Altri accertamenti sul cadavere non sono più possibili, il corpo è stato cremato.

Il giallo nei mesi scorsi ha trovato spazio in varie trasmissioni televisive. Che cosa è successo realmente in quella tragica notte estiva? La famiglia di Gianmarco, più noto come Gimmy, non ha mai creduto all'ipotesi di un evento accidentale. Il sostituto procuratore Maria Beatrice Siravo ha aperto da tempo un fascicolo contro ignoti per omicidio. La trasmissione Quarto Grado ha dedicato tanto spazio al giallo, con interviste sull'isola e ai familiari del 28enne. ''Contrariamente ad alcune testimonianze raccolte nell'immediatezza della tragedia, il titolare della discoteca Vincenzo Pesce, ha negato che il ragazzo quella notte potesse essere fuori di sé per uso di sostanze stupefacenti''.  Del caso si è occupata anche la trasmissione "Chi l'ha Visto?", che ha raccolto i dubbi e gli appelli dei genitori e delle due sorelle del 28enne.

La sensazione è che la svolta nelle indagini sia vicina. Il ragazzo potrebbe essere stato assassinato in maniera brutale. Perché? Da chi? «Il cerchio è
abbastanza stretto - die al Corsera l’avvocato Gallo -, e qualcosa si sta muovendo nel senso giusto. Era ora. Non possiamo escludere che l’omicidio di Gimmy sia avvenuto per profondi screzi in ambito lavorativo".

Si ipotizza che l’arma del delitto possa essere un’ancora da vite, usata appunto nei vigneti. Forse il killer l’ha trovata sul posto. Pian piano i tasselli cominciano ad andare al loro posto.

Gianmarco Pozzi non sarebbe morto per una caduta accidentale: le lesioni non sono compatibili. E' da qui che si deve partire per arrivare alla verità.

Fonte: Corriere della Sera →
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