Gioele Mondello, parla l'ex carabiniere che ha trovato i resti: "Non riesco a dormire la notte"

Il racconto di Giuseppe Di Bello: "Mi sono immedesimato in Gioele. Nel bosco quando cala il buio l'unico punto di riferimento è la luna"

Giuseppe Di Bello

"Sono partito da casa convinto di dovermi immedesimare in Gioele". A parlare, intervistato da MessinaToday, è Giuseppe Di Bello, l’x carabiniere in pensione che due giorni fa ha trovato i  resti che potrebbero appartenere al bimbo scomparso a Caronia. Di Bello dice di aver provato a pensare come avrebbe fatto il piccolo Gioele.

Il racconto dell'ex carabiniere: "Mi sono staccato dal gruppo e ho seguito la luna"

Mercoledì mattina l’uomo è partito in solitaria dal campo base della statale 113. E ha pensato che forse, quella notte, il bimbo potesse essere rimasto solo. In casi del genere, spiega Di Bello, "l'istinto ci porta a seguire la luce". "Nel bosco l'unico punto di riferimento quando cala il buio è la luna. Così mi sono subito staccato dal gruppo e insieme ad un mio amico di Sinagra ho seguito un percorso alternativo dopo aver chiesto indicazioni ad un pastore sulla posizione del traliccio vicino al quale è stato trovato il corpo della madre. Inizialmente ho provato a perlustrare un torrente in secca, ma ho notato che neanche gli animali erano riusciti a creare una via di accesso e sono andato via".

gioele mondello ricerche oggi 19 agosto 2020 ansa-2

Il ritrovamento dei resti e la segalazione ai carabinieri

Di Bello racconta di aver così provato ad imboccare un altro sentiero che si inerpica sulla collinetta a poche centinaia di metri dall’autostrada. "Avevo il falcetto che porto sempre con me - dice ancora l'ex carabiniere - lo uso quando vado a funghi per i boschi della zona. Senza di quello non sarei mai riuscito a penetrare la boscaglia,  visti i rovi spinosi che ostacolano il cammino e tagliano come rasoi. Ad un certo punto ho visto una parte del corpo e ho chiamato i soccorsi".

Il resto è ormai storia nota. Il ritrovamento di alcuni resti, l’arrivo sul posto di vigili del fuoco e carabinieri, e poi anche del Procuratore Angelo Cavallo. Di Bello è rimasto lì per quattro ore quasi a voler proteggere quei resti. "Ho visto parte del corpo e ho subito chiamato i carabinieri, poi ho deciso di rimanere lì assistendo al lavoro degli inquirenti". 

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"Non ne posso più, la scorsa notte non ho chiuso occhio"

La vicenda di Viviana e del piccolo Gioele ha scosso profondamente l’animo di Di Bello. Tanto da mandarlo in crisi. “Non ne posso più – confessa l’uomo – la scorsa notte non ho chiuso occhio”. Sulla pagina Facebook dell'uomo sono tanti i ringraziamenti e gli attestati di stima che gente di tutta Italia gli sta rivolgendo. Persone comuni, come lui, che lodano il suo impegno e il suo coraggio. 

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"Adesso voglio contattare la famiglia Mondello - spiega ancora l’ex carabiniere - sono padre e anche nonno, in tutti questi giorni ho avuto un magone che mi ha mangiato l'anima, pregavo affinché tutto finisse con una buona notizia. Per questo quando ho letto dell'appello del padre non ci ho pensato due volte e sono partito". 
 

Fonte: MessinaToday →

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