Sabato, 24 Luglio 2021

Uccise due rapinatori, gioielliere condannato a 13 anni: "Io, da vittima a carnefice"

Le parole di Guido Gianni, gioielliere di Nicolosi in provincia di Catania

Una pattuglia dei carabinieri davanti alla gioielleria dove nel corso di un tentativo di rapina, il gioiellere Guido Gianni ha sparato contro tre banditi che avevano fatto irruzione nel suo negozio, uccidendone due e ferendo il terzo, a Nicolosi (Catania). ORIETTA SCARDINO / DEL CASTILLO / ANSA

"L'incubo non è mai finito. Prosegue come quel famoso sogno dal quale uno si vorrebbe risvegliare". A parlare è Guido Gianni, il gioielliere 57enne di Nicolosi (Catania), condannato ieri dalla Corte d'assise di Catania a tredici anni di reclusione per duplice omicidio e tentativo di omicidio perché ritenuto colpevole di aver ucciso il 18 febbraio del 2008 due rapinatori - e di averne ferito un terzo - che avevano assaltato il suo negozio, minacciando di uccidere la moglie con una pistola poi risultata a salve e senza il tappo rosso.

Uccide due ladri, Guido Gianni condannato a 13 anni: "Da vittima a carnefice"

Quel giorno l'uomo stava lavorando nel retrobottega e intervenne armato di pistola, regolarmente detenuta. Nel tentativo di sventare la rapina, il gioielliere sparò prima alcuni colpi in aria a scopo intimidatorio. A quel punto i malviventi, reagendo, aggredirono la moglie, minacciandola: si scatenò una colluttazione tra il gioielliere e i banditi, poi gli altri spari. Secondo l’accusa, dopo aver ingaggiato una colluttazione con i banditi, l'uomo li avrebbe feriti, ma i colpi mortali - secondo una ricostruzione dei periti medico-legali e balistici - sarebbero stati esplosi mentre fuggivano e i tre sarebbero stati centrati alle spalle. Non fu legittima difesa, dunque, per i giudici che hanno disposto anche un risarcimento per le parti civili.

I legali del gioielliere hanno annunciato il ricorso. "Purtroppo quando un cittadino si trova nei guai per volontà degli altri viene punito perché come ha detto il pubblico ministero, io da vittima mi sono trasformato in carnefice. Quindi la vittima, che sono io, va a processo", ha detto Guido Gianni, aggiungendo che "ho mai agito volontariamente, ma a quanto pare nessuno l'ha recepito".

"Come è possibile logicamente accusare qualcuno di voler fare del male se non ce n'è motivo? Se tu scappi - ha aggiunto - io non ho motivo di seguirti. Dove sta la mia volontarietà di fare del male? Io sono stato sempre ligio alle leggi ma se la legge dice che io sono colpevole, io sono colpevole. Sono stato condannato. Per quale motivo, però, non lo so. Io non ho ucciso qualcuno che, poverino, stava attraversando la strada. Per il rimorso mi sarei ucciso anch'io. Ma mi vogliono condannare e in questo caso ben venga la condanna".

Fonte: CataniaToday →
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