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Venerdì, 3 Dicembre 2021

Usa, giornalista finisce in prigione: è accusata di aver creato un falso profilo su Fb

Vice.com racconta la storia di Teri Buhl, giornalista americana, condannata a 30 giorni di carcere perché accusata di aver creato un falso profilo social nel corso di un'indagine per un articolo di cronaca, con il quale avrebbe ingannato e molestato una minorenne

Una giornalista americana è stata condannata a trenta giorni di carcere perché accusata di aver creato un falso profilo su Facebook e di aver ingannato e molestato una minorenne. La storia di Teri Buhl, che respinge tutte le accuse, è stata raccontata sulla rivista online Vice.com. 

La vicenda prende il via nel 2009 a New Canaan, nel Connecticut, quando Teri viene contattata da un gruppo di attivisti che le riferiscono che diverse famiglie di alto profilo della zona organizzavano feste a base di alcol per minorenni e la polizia locale non si sarebbe interessata del caso perché i genitori avevano corrotto gli agenti. Buhl, giornalista in quel momento disoccupata, inizia a fare le sue ricerche. Una liceale la contatta e le consegna una lettera, tratta dal diario personale di una delle ragazze coinvolte, che proverebbe l'esistenza di queste feste, con dettagli su quello che avveniva, tra sesso e alcol. Ma in Buhl si fa strada un sospetto: l'autrice della lettera potrebbe essere M., la figlia adolescente del suo fidanzato. La giornalista ammette di aver mostrato quella lettera agli attivisti del gruppo. "L'ho fatta vedere a loro. Non l'ho mai detto a nessun altro". Le ricerche intanto proseguono e la giornalista scopre che alcuni attivisti aprivano profili falsi su Facebook, fingendosi minorenni, per cercare informazioni su queste feste. Per capire meglio, Buhl aveva invitato questi genitori in casa sua per vedere come creavano questi falsi profili. 

Un giorno però la figlia del suo fidanzato scopre che in rete c'è un falso profilo, intestato a una certa "Tesha Moore" che parla di lei e di quello che avveniva in quelle feste. La situazione precipita rapidamente. Buhl, preoccupata per M., decide di denunciare tutto e, con l'aiuto della liceale che le aveva consegnato la lettera, fa avere al compagno, in forma anonima, un pacco con tutto il materiale che riguarda la figlia. La giornalista si reca poi alla polizia a denunciare tutto, ma viene accusata e condannata per molestie - per aver inviato il pacco anonimo - e violazione della quiete. "La polizia ha trovato diversi indirizzi IP legati a quella pagina Facebook, uno dei quali, stando ai documenti, era di Buhl. Buhl attribuisce questo fatto alla sera in cui gli attivisti erano andati a casa sua per mostrarle la pagina", scrive Vice, che ricorda come "stando ai documenti del processo, il profilo creato da Buhl corrispondeva a quello di una liceale, e conteneva post sul gossip della scuola, e dettagli personali che rivelavano informazioni sessuali su una minorenne". Buhl sostiene "di non aver creato il profilo di Tesha Moore, ma che non rileverà l'identità della persona che lo ha fatto".

L'articolo specifica poi come "una delle chiavi del processo è stata la questione della privacy, per cui i post di Facebook che vengono pubblicati su pagine private sarebbero da considerarsi pubblici". Ma Buhl si difende: "Non ho violato la quiete; era un profilo privato su Facebook. M. non è mai stata invitata in quel profilo" dice, quindi "non sarebbe stata resa pubblica alcuna informazione riservata". Dopo l'arresto di Buhl, la polizia ha fatto irruzione in una di queste feste e per la madre che l'aveva organizzata sono scattate le manette. 

Buhl è la prima ad ammettere che probabilmente avrebbe dovuto gestire le cose in modo diverso, che avrebbe dovuto lasciar perdere quella storia quando ha scoperto che la figlia del fidanzato era coinvolta. E se potesse tornare indietro? "Probabilmente non avrei inviato quella lettera," dice. "Non avrei dovuto farlo. Non sapevo cosa fare." Si ferma per un momento. "Avrei dovuto lasciar perdere," continua. "Ma era importante, pensavo che fosse una questione importante"

Buhl ora sta aspettando di entrare in carcere e scontare la sua pena. 

Fonte: Vice.com →
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