Domenica, 19 Settembre 2021
Il certificato verde

"Senza green pass non posso accompagnare mia figlia in classe: come glielo spiego?"

La testimonianza di una mamma: "Le mie figlie sono vaccinate e mio marito anche. Io ho paura"

Foto di repertorio non riferita al contenuto dell'articolo

"Come farò a spiegare a mia figlia di 4 anni che non posso più accompagnarla in classe e aiutarla a cambiarsi le scarpe, anche se  fino a due giorni prima l'ho fatto?". Questo l'assillo che da qualche giorno tormenta Valentina, una mamma di Monza che ha iscritto la figlia di 4 anni in una scuola dell'infanzia paritaria. E che però, dal momento che è sprovvista di green pass, con le nuove direttive del governo non potrà entrare a scuola. Dovrà lasciare la sua bambina alla maestra all'ingresso.

"Venerdì 10 settembre ho ricevuto una comunicazione dall'asilo" spiega la donna a MonzaToday, "dove si informava che, qualora il Governo avesse approvato il provvedimento, dal lunedì successivo (13 settembre, ndr) tutti i genitori avrebbero dovuto essere muniti di green pass per accedere alla scuola". Valentina non ha certificato vaccinale ("le mie figlie sono vaccinate e mio marito anche") e non intende per adesso sottoporsi alla vaccinazione.

Il suo problema è che la piccolina, che frequenta il pre scuola, entra in aula presto, ma il marito esce ancora prima per andare al lavoro e non può acocmpagnarla. "Abbiamo i nostri riti prima dell'arrivo del primo compagno - racconta -. Riti che abbiamo iniziato l'anno scorso e proseguito anche questa prima settimana di asilo. Come faccio a spiegare a una bambina di 4 anni che, dall'oggi al domani, la sua mamma non potrà tenerla per mano ed entrare con lei in classe? Io non potrò neppure partecipare alle riunioni con le insegnanti se non riattiveranno le modalità on line che, peraltro, l'anno scorso avevano funzionato molto bene".

"Ho paura di fare il vaccino"

Ma perché, molto banalmente, non farsi immunizzare e ricevere così il green pass? "Io ho paura di sottopormi a questo vaccino – spiega -. Questo tentativo indiretto di obbligare la popolazione a farlo mi rende ancora più ansiosa e non è per nulla convincente nei confronti degli indecisi. Non è questione di essere negazionisti: il covid esiste, ha fatto e continua a fare tantissimi morti, ma se questo vaccino è davvero sicuro perché non renderlo obbligatorio, invece di ampliare le restrizioni e obbligare per la ripresa di molte attività a sottoporsi a una vaccinazione che, però, diventa volontaria, una libera scelta della persona che se assume le responsabilità se qualcosa va storto? Ancora una volta tra le vittime ci sono i bambini, ai quali dovremo spiegare perché alcuni potranno entrare a scuola con i genitori e altri invece no. Questa, secondo me, è discriminazione".

Fonte: MonzaToday →
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