Venerdì, 5 Marzo 2021

Il dialetto siciliano diventa materia di studio: sarà introdotto nei programmi scolastici

A partire dal prossimo anno, nei programmi scolastici dell’isola, verrà introdotto lo studio della storia di Sicilia e del suo dialetto

Orlando, Matterella e Musumeci

La giunta regionale, presieduta dal presidente Nello Musumeci, si è riunita in seduta straordinaria ad Agrigento in occasione del 72esimo anniversario dell'Autonomia siciliana. Come riferisce PalermoToday, il governo a deciso che dal prossimo anno, nei programmi scolastici dell’isola, verrà introdotto lo studio della storia di Sicilia e del suo dialetto.

La giunta ha anche stabilito che il 15 maggio non sarà più vacanza nelle scuole, ma sarà una giornata dedicata alla storia dell'Autonomia.

Deliberata anche la realizzazione a Palermo, in via Ugo La Malfa, di una cittadella della Regione per ospitare tutti gli uffici attualmente sparsi in città.

Nel suo discorso il governatore Nello Musumeci ha detto che ad oltre 70 anni dall’emanazione dello Statuto “la Sicilia rimane ancora fra le Terre italiane più povere! E non certo per colpa dell’Autonomia, ma di quanti ne hanno fatto un uso distorto e spregiudicato. Lo Statuto doveva essere una ‘prerogativa’ per tutti e invece è stato un ‘privilegio’ per pochi. Il cinico e famelico centralismo romano ha fatto il resto, con norme statutarie inapplicate e sacrosanti diritti negati, spesso con la complicità di chi, eletto in Sicilia, avrebbe dovuto difenderla anziché svenderla nei palazzi di Roma".

Musumeci ha aggiunto: "Non serve adesso ricercare responsabilità che appartengono - seppure in misura diversa - a tutte le classi dirigenti e politiche avvicendatesi in questo lungo periodo alla guida della Regione e sui banchi dell’Assemblea Regionale Siciliana”.

“Dobbiamo guardare avanti con rinnovata fiducia. Lavoriamo insieme - il Governo, i deputati di tutti i Gruppi, l’apparato burocratico, ciascun cittadino - in questo grande ‘cantiere Sicilia’, per ridare coraggio alle imprese, futuro ai giovani, diritti ai più deboli, speranza ai rassegnati. Per ritrovare, insomma, l’orgoglio di essere Siciliani e la forza di risalire la china. È con questo spirito che intendiamo riaprire un serrato e vigile confronto con il nuovo Governo nazionale, al quale vogliamo presentarci a testa alta, senza sciocchi rivendicazionismi e senza complessi di colpa…”

Fonte: PalermoToday →
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