Martedì, 15 Giugno 2021

Immuni: come le bugie dei positivi e le negligenze delle Asl rischiano di affossare l'App

Da giugno ad oggi sono state inviate solo 8.887 notifiche, un numero destinato ad aumentare nelle prossime settimane grazie al boom di download. A volte però il meccanismo si inceppa: sotto accusa le "amnesie" di Asl e contagiati

Foto di repertorio

Perché il tracciamento con Immuni non decolla? I download dell'App sono aumentati sensibilmente nell'ultima settimana e ad oggi Immuni è stata scaricata 8,3 milioni di volte. Secondo “Repubblica” finora l’App ha registrato “499 positività tra gli utenti e ha inviato 8.887 notifiche a chi è stato a contatto con i contagiati”, eppure con il tracciamento digitale “sono stati scoperti appena 13 nuovi positivi”. Un numero senza dubbio esiguo.

L’App, questo va detto e sottolineato, funziona alla perfezione. I problemi vanno rintracciati altrove, come ha spiegato sempre a “Repubblica” Ciro Cattuto, docente di informatica dell’Università di Torino nonché membro della task force che ha studiato Immuni. Tanto per cominciare esiste una ragione fisiologica se finora grazie ad Immuni sono stati rintracciati pochi positivi: l’App ha conosciuto una diffusione importante solo negli ultimi giorni pertanto “ne vedremo gli effetti solo tra due-tre settimane”. Inoltre, gli 8,3 milioni di download non corrispondono secondo Cattuto “al numero delle app effettivamente attive”. Ci sarebbero però dei problemi anche relativi al tracciamento.  

“Credo che il sistema - sostiene Cattuto - si stia inceppando nella fase di ‘upload’, o-sia quando bisogna caricare il dato”. Che cosa sta andando storto?

Come funziona Immuni

Com’è noto ai più, Immuni invia una notifica sul cellulare di chi è entrato in contatto di recente con una persona poi risultata positiva al virus. Ma cosa succede, quando quella notifica arriva? Le indicazioni chiedono che, al suo ricevimento, la persona contatti l'Asl o il medico di base: in mancanza di sintomi, e fatte salve le prescrizioni del curante, dovrà restare in casa in isolamento fiduciario per 14 giorni dall'arrivo della notifica.

Quando invece la Asl riceve il risultato del tampone di un paziente positivo, generalmente la prassi prevede che a quest’ultimo venga chiesto il codice alfanumerico dell’App (se la possiede) così da far partire il contact tracing. Non sempre però questo sarebbe avvenuto.

Il problema delle mancate segnalazioni

 “Il ministero dell’Innovazione ha raccolto già una decina di segnalazioni di presunte omissioni dei Dipartimenti di prevenzione”.

Insomma, secondo ‘Repubblica’ non tutte le Asl avrebbero chiesto al paziente di Immuni avviando il tracciamento. Altre volte a non dare il codice alfanumerico sarebbero gli stessi pazienti, "forse perché scioccati dalla scoperta della positività o perché non si fidano, a non dirci di averla" dice Italo Angelillo, presidente della Società italiana di igiene e medicina preventiva.

La denuncia di Ferruccio Sansa: "Il tracciamento è fantascienza"

Giorni fa il consigliere regionale della Liguria Ferruccio Sansa, candidato presidente di Pd e 5 Stelle, ha raccontato la sua esperienza con il Covid-19 dopo che uno dei suoi figli è risultato positivo al tampone e che lui stesso ha iniziato ad avvertire i sintomi del virus. “Altro che Immuni. Altro che tracciamento. Vi promettono che tracciano i contatti dei malati: Vi raccontano che useranno la app Immuni: fantascienza. Vi dicono che vi seguiranno mentre siete malati a casa: aspetta e spera”.

E ancora. Sansa racconta il suo dialogo con la Asl. "Chiediamo se possiamo comunicare i dati di Immuni visto che lo abbiamo scaricato tutti (genitori e figli). Risposta: "Immuni? non sappiamo cosa bisogna farne". Insomma, il meccanismo va ancora oliato alla perfezione. Ciò non vuol dire ovviamente che Immuni non sia utile alla causa. Tutt’altro. Come hanno spiegato molti esperti, è probabile che nelle prossime settimane – grazie all’aumento dei downalad anche le segnalazioni dell’App subiscano un’impennata. Insomma, scaricare Immuni è un dovere civico e anche un modo di tutelare la nostra salute.

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Pubblicato da Ferruccio Sansa su Sabato 10 ottobre 2020
Fonte: La Repubblica →
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