Martedì, 26 Ottobre 2021
Crisi nera e settimana bianca

Fino a quando resteranno chiuse le piste da sci?

L'unica certezza per ora, guardando il calendario, è che sia impensabile dare il via libera alle settimane bianche mentre scuole, uffici e aziende restano bloccati da restrizioni o lockdown. Se ne riparla a gennaio (forse). A rischio decine di migliaia di posti di lavoro

Che inverno sarà sulle piste da sci ai tempi del Covid? Gli impianti di Cervinia erano stati aperti un mese fa, e le foto di "assembramenti" avevano subito fatto scattare l’allarme per la diffusione del contagio, come accade a marzo, all'inizio della prima ondata. Il settore trema: se arrivasse l’ufficialità del Natale senza vacanze sulle piste da sci, la mazzata sarebbe forte: a rischio ci sono incassi per 12 miliardi.

Covid: con piste da sci chiuse a rischio 60mila posti di lavoro

L'unica certezza per ora, guardando il calendario è che sia impensabile dare il via libera alle settimane bianche mentre scuole, uffici e aziende restano bloccati da restrizioni o lockdown. Il settore aveva a messo in conto (indagine a fine ottobre) una riduzione del fatturato del 30,6%, mentre una dozzina di giorni dopo è già schizzata al 50%, con punte fino al 70%. "Era meglio aver chiuso tutto prima, in modo da fare un Natale covid free" commentano oggi in tanti.

"Natale sulle piste da sci ormai è un film che quest’anno solo un miracolo può lasciarci girare" dice a Repubblica Valeria Ghezzi, presidente degli impiantisti italiani, che di fatto anticipa la decisione che Cts, ormai certa secondo molti: stop fino a dopo le vacanze di fine anno. Capodanno con le piste chiuse: mai successo, nell’era dell’innevamento programmato.

L’annuncio ufficiale può arrivare già oggi, dopo la definizione del protocollo di sicurezza, mentre sull’industria del turismo inverna- le del nostro Paese si allunga lo spettro di una crisi che vale 60 mi- la posti di lavoro.

Solitamente tra fine novembre e inizio dicembre, le piste erano piene nei weekend. E dal Ponte dell'Immacolata si inizava a fare sul serio. Ora invece è tutto silenzioso, deserto. La speranza è aprire l’8 gennaio, primo weekend dopo l’Epifania. "Al  momento solo Lazio, Sardegna, Veneto e Trentino, in zona gialla, potrebbero teoricamente "fornire sciatori". Ma oggi alcune regioni rischiano di diventare arancioni.

La prima proposta del Comitato tecnico scientifico sarebbe stata secondo indiscrezioni quella di limitare la frequentazione addirittura a 150 skipass per area. Insostenibile probabilmente, economicamente parlando.

Massimo Feruzzi, dell’Osservatorio Shipass Panorama Turismo, qualche giorno fa ha presentato l’esito di una sulla prossima stagione invernale. I dati si riferiscono a fine ottobre. Sono drammatici. Ma lui stesso ha ammesso che oggi lo sarebbero ancora di più. Il fatturato della prossima stagione, se non subirà interruzione, comporterà un fatturato di 6 miliardi in ambito nazionale, del 30,6% a quello della passata stagione, che già segnava in 16,3% in meno sull'anno prima. Si spera in un gennaio 2021 che risollevi il settore, ma non sarà facile.

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Fonte: La Repubblica →
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