Mercoledì, 3 Marzo 2021

"Si paga l'Imu anche sugli ombrelloni in spiaggia": scatta la protesta

A Rimini i titolari degli stabilimenti non ci stanno e annunciano proteste e ricorsi: "Un'assurdità, viene applicata solo qui e non nel resto d'Italia"

A Rimini si paga l'Imu anche sugli ombrelloni in spiaggia. I titolari degli stabilimenti non ci stanno e annunciano proteste e ricorsi: "Un'assurdità, viene applicata solo qui e non nel resto d'Italia", dicono. La richiesta è arrivata dall'Agenzia dell'Entrate ed è rivolta ai bagnini dalla sede cittadina. "La richiesta", spiega il presidente della cooperativa Bagnini Rimini Sud, Mauro Vanni "l'abbiamo ricevuta, è tutto vero. Secondo l'Agenzia dovremmo andare a pagare l'Imu, valutando il valore catastale delle aree occupate dagli ombrelloni" - e aggiunge - "è un assurdo tutto riminese, un unicum in tutta Italia, visto che quello di Rimini è l'unico ufficio che ha dato questa interpretazione della normativa vigente".

L'Agenzia delle Entrate nel calcolo considera circa 10 metri quadrati a ombrellone, conteggiando per ciascuno di questi 35 euro di Imu. I bagnini invece seguono le linee guida nazionali, chiedendo l'accatastamento delle spiagge con un conteggio delle cabine e degli altri manufatti fissi che non vengono spostati a fine stagione. Già annunciati 500 ricorsi, viene richiesto quanto prima un incontro con la Direzione regionale dell'Agenzia delle Entrate. "Questa riscossione", dice Vanni, "non va nella direzione intrapresa dalla Regione e dai territori di investire nel turismo, comparto fondamentale per la crescita dell'economia regionale, in collaborazione con gli operatori privati."

Secondo l’Agenzia delle Entrate la somma per operatore mediamente sarebbe intorno ai 2.500 euro a stagione. Poiché sono in ballo sei annualità, si va a 15mila euro medi per stabilimento. Cifra che moltiplicata per i circa 500 bagnini della provincia di Rimini, a sua volta moltiplicata per sei anni, supera i cinque milioni di euro.

Giorgio Mussoni, presidente dei bagnini di Oasi Confartigianato, dice al resto del Carlino che "non è questione di somme. Ci avessero detto che dobbiamo pagare di più per cabine e manufati in quanto situati in zona pregiata, sarebbe stata una motivazione possibile. Ma inserire nel catasto immobili gli ombrelloni è una pretesa senza fondamento, che riteniamo dettata da astio nei nostri confronti, contro la quale siamo pronti a ricorrere in ogni grado di giudizio, fino a Cassazione e Consiglio di Stato. Non ci fermiamo. La nostra volontà di resistere è un atto dovuto. Inoltre, c’è una evidente disparità di trattamento non solo con il resto d’Italia, ma anche con i nostri colleghi del Pesarese, del Forlivese, del Ravennate".

Fonte: RiminiToday →
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