Schianto con la minimoto, inchiesta per omicidio colposo: il bimbo senza casco

Il piccolo, nove anni, era in sella a una Kawasaki 50 condotta dal cuginetto di qualche mese più grande. Da accertare la proprietà e chi fosse presente quando i due sono usciti per fare un giro in campagna

Foto d'archivio

Giuseppe, nove anni, non aveva il casco. Sarebbe salito sulla Kawasaki 50 condotta dal cuginetto di qualche mese più grande per fare un giro in campagna. Il piccolo, che viveva a Villa Castelli, è morto per le ferite riportate nell’impatto della mini moto da cross contro un muretto, l’altro resta ricoverato nell’ospedale Perrino di Brindisi. I medici non hanno sciolto la prognosi.

Di chi sia quella moto, chi abbia permesso ai due bambini di usarla e cosa sia successo lungo quella strada delle campagne di Martina Franca sono aspetti oggetto dell’inchiesta aperta dalla Procura di  Taranto dopo la tragedia avvenuta nel tardo pomeriggio di domenica scorsa. Il fascicolo sarebbe stato aperto seguendo l’ipotesi di omicidio colposo contro ignoti, fattispecie che potrebbe subire variazioni e alla quale potrebbero essere aggiunte altre condotte penalmente rilevanti, sulla base degli accertamenti delegati dal pubblico ministero Raffaele Graziano agli agenti del Commissariato, diretti da Francesco Salmeri.

Il magistrato inquirente dovrà decidere innanzitutto se disporre o meno l’esame autoptico. La salma del piccolo resta al momento nella camera mortuaria dell’ospedale Camberlingo di Francavilla Fontana. La moto, inizialmente definita una “minimoto”, resta sotto sequestro. Si è scoperto che si tratta di una moto da cross, di quelle usate per le competizioni.

Poco ancora si conosce di quel pomeriggio. E’ certo che la Kawasaki era condotta dal cuginetto di Giuseppe, più grande di lui di qualche mese appena. Prima di montare in sella aveva preso il casco e l’aveva allacciato. Non avrebbe fatto lo stesso Giuseppe. L’impatto con un muretto in pietra, lungo una strada di campagna, è stato fatale. A nulla sono valsi i tentativi posti in essere dai medici dell’ospedale, nel quale il bambino è stato portato dal personale del 118, arrivato sul posto dopo la telefonata dei parenti.

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Non è chiaro neppure come sia stato possibile che due bambini siano andati via da soli. Chi c’era quando hanno deciso di prendere la Kawasaki? Qualcuno aveva fornito le chiavi? E ancora: c’erano i genitori?

Fonte: BrindisiReport →

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