Venerdì, 5 Marzo 2021
Corea del Sud

In carcere per vent’anni per omicidio ma era innocente: "Confessò sotto tortura"

Il caso in Corea del Sud. Yoon Seong-yeo è stato prosciolto da tutte le accuse e ha ricevuto le scuse formali del magistrato

Foto di repertorio

Ha trascorso venti anni in carcere da innocente dopo essere stato ritenuto colpevole di aver stuprato e ucciso nel 1988 una ragazzina di 13 anni nella sua cameretta. Yoon Seong-yeo, all’epoca 22enne, aveva confessato quei delitti, ma un giudice ha stabilito che quella confessione era stata estorta dalla polizia usando la tortura e ha dichiarato l’uomo non colpevole. Il caso sta facendo scalpore in Corea del Sud, dove si è tenuto il nuovo processo che ha portato all’assoluzione di Yoon Seong-yeo, con le scuse del giudice.

La vittima era una delle dieci giovani uccise tra il 1986 e il 1991 a Hwaseong, all’epoca una zona rurale sottosviluppata vicino alla capitale Seoul. Yoon è stata l’unica persona mai condannata in relazione a quegli omicidi. Yoon aveva rivendicato la propria innocenza per anni, ma ha ottenuto un nuovo processo soltanto quando la polizia ha annunciato di aver trovato nuove prove del dna che collegavano alcuni di quegli omicidi a tale Lee Chung-jae, in prigione dal 1994 per lo stupro e l’omicidio della cognata. Lee ha confessato tutti e dieci gli omicidi di Hwaseong e altri quattro sulla quale la polizia non ha fornito ulteriori dettagli. Ha detto inoltre di essere rimasto stupito all’epoca delle indagini per non essere stato tra i sospettati, pur avendo con sé un orologio appartenente a una delle vittime.

Vent'anni in carcere da innocente: le scuse del magistrato e della polizia

“In qualità di membro della magistratura, mi scuso con l'imputato, che ha sofferto di grandi dolori fisici e mentali, per l'incapacità della corte di funzionare correttamente come ultimo baluardo dei diritti umani", ha detto il giudice Park Jeong-je, scagionando Yoon, augurandosi che questo nuovo processo “contribuisca al ripristino dell'onore dell'imputato”. Dopo il verdetto, Yoon ha dichiarato: “Sono sollevato che la sentenza finale mi ha abbia dichiarato innocente. Posso togliermi questo peso dalle spalle, che mi porto dietro da 30 anni, e riposarmi un po’”.

Alla Cnn Yoon ha raccontato di essere rimasto ammanettato in una stanza per tre giorni, senza che gli fosse permesso di dormire e tenuto quasi a digiuno, dopo il suo arresto. Il capo della polizia provinciale di Gyeonggi Nambu ha ammesso che durante le indagini nel 1989 gli agenti hanno effettivamente torturato Yoon per costringerlo a rendere una falsa confessione e chiudere così il caso. Yoon ora potrà chiedere un risarcimento danni per la detenzione illegale (secondo il suo avvocato quantificabile in più di un milione di dollari) ma l’uomo ha ammesso alla Cnn che nessuna somma di denaro potrà mai ripagarlo degli anni trascorso in prigione, considerando anche l’impatto che quello che ha vissuto ha avuto sulla sua reputazione e sulla sua famiglia. 

Fonte: Cnn →
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