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Giovedì, 9 Dicembre 2021

Lo studio è da brividi: "L'inquinamento uccide anche a piccole dosi, polveri sottili killer"

Un nuovo studio europeo ha preso in esame le concentrazioni di polveri e ossidi di azoto e mortalità a lungo termine in 13 località europee. I risultati sono allarmanti, scrive il Corriere della Sera

Lo studio europeo è da brividi. L’inquinamento uccide, è risaputo. Quel che fino a oggi si poteva solo supporre è invece che anche a basse dosi i danni prodotti dall'inquinamento all'organismo sono enormi. Sono infatti le polveri sottili i veri killer. Il nuovo studio ha preso in esame le concentrazioni di polveri e ossidi di azoto e mortalità a lungo termine in 13 località europee. I risultati sono allarmanti: all’aumento di 5 microgrammi/metro cubo di polveri sottili (PM2,5) il rischio di morire anzitempo cresce del 7%.

In città come Torino e Varese vengono superati i 30 mg/m3, e quindi scrive il Corriere della Sera, è evidente un aumento del rischio per i torinesi e i varesotti del 30-35% rispetto ad esempio cittadini finlandesi. Ci sono effetti sulla mortalità anche a esposizioni molto basse.

Scrive il quotidiano di via Solferino:

C'è una bella differenza fra città più e meno inquinate, che si può trasporre anche in italia, per esempio fra i centri della pianura padana, da Milano a Torino, da Brescia a Mantova) e le cittadine del centro sud meno trafficate e afflitte da polveri e gas. Fra i due estremi considerati nello studio europeo stanno le altre città indagate, fra le quali Roma, San Sebastian, Atene, Oxford e altre località in Svizzera, Svezia, Norvegia, Francia, Paesi Bassi.

Non è uno studio iniziato da poco, quello di cui stiamo parlando. Nelle città segnalate hanno operato decine di migliaia di persone. Lo studio ESCAPE (European Study of Cohorts for Air Pollution Effects, coordinato dalla Università di Utrecht in Olanda) ha seguito in media per quattordici anni 22 coorti di popolazione europea (concentrate in 13 città), per un totale di 367.251 partecipanti.

Ciò che rende estremamente solido e credibile questo risultato è che questa popolazione campione è stata messa in relazione con i livelli annui di inquinamento per le polveri (PM2,5 e PM10) e per gli ossidi di azoto in base alla residenza e alla vicinanza o meno a strade trafficate. Non solo: di queste persone sappiamo anche quanti fumavano, bevevano alcolici, quanto pesavano, qual era il loro livello di colesterolo, la loro pressione, quanta frutta mangiavano, che livello di studio avevano e se lavoravano o meno. In questo modo è stato possibile correlare le morti alle concentrazioni di inquinanti in prossimità delle residenze, e correggere i risultati in base alle abitudini di vita e allo status sociale, che influiscono su salute e longevità.

Il risultato dello studio è soprattutto molto chiaro per quel che riguarda le polveri fini: più 7% di mortalità generale per ogni aumento di 5 microgrammi/m3. Sono loro i veri killer.

Fonte: Corriere della Sera →
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