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Sabato, 4 Dicembre 2021

Franceschini avverte: "Senza tagli di spesa, gli sgravi a famiglie e imprese sono impossibili"

Franceschini ritiene che si possa "lavorare su misure di crescita e ridurre la tassazione sul lavoro e sulle imprese. Ma per reperire le risorse necessarie sino a un miliardo o cinque, serviranno tagli di pari misura alla spesa pubblica"

"Senza tagli di spesa, impossibili sgravi a famiglie e imprese; chiederemo piu' sacrifici allo Stato che ai comuni". Lo dice in una intervista alla Stampa Dario Franceschini, ministro per i Rapporti con il Parlamento.

"Questa volta - spiega - dovra' essere piu' lo Stato a dare in termini di contenimento della spesa, del sistema dei comuni e delle regioni, nei confronti dei quali anzi va allentato il patto di stabilita' interno per consentire di spendere quello che hanno in casa facendo lavorare le imprese".

"Arriviamo a questo snodo - ha aggiunto il Ministro - alla fine di un percorso durato cinque mesi,nei quali abbiamo restituito 12 miliardi per il 2013-2015 dopo anni in cui i governi erano stati costretti solo a chiedere. E a pochi giorni dall'ultimo decreto con cui siamo rientrati sotto il limite del 3%. Quando mi guardo attorno e vedo il dibattito sui giornali e le richieste di forze politiche, ho l'impressione che non ci sia la consapevolezza di quanta strada ancora vi sia da percorrere prima che la crescita faccia percepire in concreto i risultati".

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Franceschini ritiene che si possa "lavorare su misure di crescita e ridurre la tassazione sul lavoro e sulle imprese. Ma per reperire le risorse necessarie sino a un miliardo o cinque, serviranno tagli di pari misura alla spesa pubblica che, ovviamente, non saranno indolori. Cosa inevitabile, dato che abbiamo scelto di fare la prima manovra dopo anni senza alcun prelievo fiscale sui cittadini e le imprese".

Reggerebbero le larghe intese allo shock di una manovra che incida sulla spesa?
«Andrà deciso cosa fare domani al consiglio dei ministri. È evidente che l’ultima parola sarà del Parlamento ma mi piacerebbe un percorso diverso dalle vecchie finanziarie in cui ognuno tendeva ad aggiungere un micro intervento territoriale o settoriale, ma piuttosto concentrato sul tipo di scossa che serve al paese per un 2014 finalmente di crescita».

Fonte: La Stampa →
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