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Venerdì, 24 Maggio 2024

Jovanotti: "La grazia a Berlusconi non mi scandalizzerebbe, Renzi è il futuro"

Tra sogni, ricordi e progetti, il cantautore non si esime dal commentare anche le vicende di più stretta attualità.

Massimo Gramellini intervista Lorenzo Jovanotti sulla Stampa: tra sogni, ricordi e progetti, il cantautore non si esime dal commentare anche le vicende di più stretta attualità.

Parte dalla sua infanzia: "Non ho sovrastrutture ideologiche. Avevo un babbo anticomunista e una zia del Pci. Sotto casa c’erano un ritrovo di fasci e uno di comunisti. A me piacevano le moto dei comunisti e le scarpe dei fascisti. Nella mia testa di bambino non esistevano pregiudizi". E a Gramellini che lo avverte "Ti daranno del superficiale", risponde: "Non è un insulto. La superficie delle cose è come la pelle dell’uomo: rivela molto".

Il cantautore racconta anche alcuni particolari "pratici" della sua preparazione agli show dal vivo: "Come inizia un concerto? Sono in piedi nel retropalco, dietro un velo nero. In cuffia contano da 1 a 4. Al 2 mi muovo in avanti, al 4 sono sul palco e non ho tempo di emozionarmi: ho delle cose da fare, come un pilota d’aereo. Altrimenti la sensazione di quella folla è talmente bella che andrei fuori controllo: mi spoglierei nudo, tirerei dei petardi. Poi osservo il panorama. Cerco di guardare le facce. E quando saluto l’ultima fila, guardo veramente l’ultima fila".

Poi parla della sua voglia di vedere facce nuove al potere: "Cambiare le persone nei centri di potere! Il segnale sarebbe talmente forte… Gente nuova nella cultura, nella scuola, nella tv, nell’economia. Pensa: un Campo Dall’Orto alla presidenza Rai, un Baricco alla Cultura".

Il più grande spettacolo dopo il big bang è sempre Renzi?  
«Porco cane, se avessimo avuto la forza di mettere un uomo di 38 anni, avrebbe potuto trasformare lo scenario. Il nodo della storia italiana recente sono state le Primarie del Pd. Scegliendo Bersani gli elettori hanno difeso un investimento emotivo fatto nella prima parte della loro vita. Fai fatica a rinunciarci, a pensare che devi parlare con il nuovo che non capisci».

Jovanotti si espone anche sul tema della grazia a Berlusconi: "Umanamente mi è simpatico. Ma lo combatto perché in tutti questi anni non ha fatto nulla per l’Italia. In lui vedo il prodotto di un Paese di individui e non di cittadini, un Paese che la sinistra non ha capito. La sinistra non ha raccolto la sfida. Ha giocato un altro sport. Se chiedesse la grazia e gliela concedessero, non mi scandalizzerei. Perché per me è un avversario politico, non antropologico. Ma adesso ci serve Renzi. Serve cambiare il simbolo. Il racconto del nostro Paese langue. Bisogna inserire personaggi nuovi per renderlo affascinante. Dopo Berlusconi e Grillo c’è bisogno di energia nuova"

Fonte: La Stampa →
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