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Mercoledì, 1 Dicembre 2021

Teheran è pronta a spalancare le porte alle multinazionali: "Un nuovo Eldorado"

"L’Iran è virtualmente ricco, immensamente ricco. Grande tre volte la Francia e popolato da 80 milioni di persone, il paese abbonda di gas, petrolio, cultura, imprenditori privati e giovani istruiti" scrive Guetta su Internazionale

Termineranno tra una settimana i negoziati di Ginevra tra l’Iran e le grandi potenze occidentali. Solo allora sarà chiaro se un'intesa sul nucleare iraniano è una possibilità concreta.

L'immediata conseguenza, in caso di esito positivo, sarebbe la cancellazione delle sanzioni economiche che soffocano la Repubblica islamica.

A sorridere in questi giorni sono soprattutto gli investitori e tutti quei paesi che potrebbero ritornare prepotentemente sulla scena iraniana. Un'opportunità che segnerebbe una vera e propria svolta.

"Accordo sul nucleare in tre mesi"

Bernard Guetta, giornalista francese esperto di politica internazionale, spiega sul sito di Internazionale costa si sta muovendo:

L’Iran potrebbe diventare presto una sorta di Eldorado. Nonostante sia alle prese con un’inflazione galoppante e tagliato fuori dagli scambi commerciali a causa delle sanzioni derivate dalla sua corsa alla bomba atomica, l’Iran è virtualmente ricco, immensamente ricco. Grande tre volte la Francia e popolato da 80 milioni di persone, il paese abbonda di gas, petrolio, cultura, imprenditori privati e giovani istruiti.

"Pronto Rohani? Sono Obama..."

Teheran in questo momento ha bisogno di tutto, dai beni di consumo alle nuove infrastrutture, oltre che una necessaria modernizzazione delle industrie petrolifere e del gas.

Un’eventuale apertura permetterebbe di firmare contratti a grappoli, ed è per questo che le multinazionali preparano le loro offerte inviando emissari a Teheran, mentre le imprese iraniane e stranieri riprendono a dialogare nel Golfo. La Francia intanto ha deciso di rafforzare la sua presenza diplomatica. [...] Oggi nessun paese o esportatore vuole correre il rischio di restare indietro in un mercato così promettente.

L'Iran in future aperture ci spera, perché è elevato il rischio di fallimento economico con conseguente rivolta sociale

Se i conservatori lasceranno il nuovo presidente libero di riportare l’Iran all’interno della comunità internazionale, il paese avrà una forza di attrazione economica e politica tale che il regime sarà costretto a cambiare. Se invece si metteranno di traverso, andranno incontro a un indebolimento progressivo. La teocrazia iraniana, insomma, è alle prese con un dilemma.

Fonte: Internazionale →
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