Sabato, 25 Settembre 2021

"L'Italia è sotto attacco, ma non ci sentiamo in guerra"

Il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni alla direzione nazionale del Pd: "Siamo impegnati in prima linea contro il terrorismo, dobbiamo reagire"

ROMA - "Dobbiamo dire che siamo sotto attacco da parte del terrorismo" e "dobbiamo reagire combattendo il terrorismo". Lo ha detto il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni durante la direzione nazionale del Pd.

Il ministro ha ricordato che l'Italia fa già "molto" contro il terrorismo, ma può "fare di più". "Anche alle domande della Francia possiamo dare delle risposte positive, ma questo non vuol dire che l'Italia deve sentirsi in guerra. E' una distinzione importante: l'Italia non si sente un Paese in guerra, ma è impegnata in prima linea contro il terrorismo", ha commentato Gentiloni.

Del ruolo dell'Italia ha parlato anche Nicola Latorre, senatore Pd e presidente della Commissione difesa, che ieri è stato ospite del programma di Radio2 'Un Giorno da Pecora'. "Hollande? Non ci chiederà di bombardare l'Isis", ha detto Latorre. "I militari italiani sono già impegnati in questa lotta: siamo presenti con più di mille soldati in Libano, che è uno dei luoghi più insidiosi da questo punto di vista. I nostri militari poi sono anche in Afghanistan, dove c'è un rischio serio di infiltrazioni di Daesh". Alla domanda se, a suo parere, andrebbero mandate le nostre truppe di terra in Siria, Latorre ha risposto: "Ma non esiste proprio questa cosa". E inoltre "non serve un'azione militare aerea, se non c'è un progetto politico di stabilizzazione", ha spiegato Latorre.

Fonte: Il Giornale →
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