Giovedì, 21 Ottobre 2021

"La moglie del carabiniere", il testo letto in chiesa dalla vedova Rosa Maria

Il testo letto dalla donna durante i funerali del vice brigadiere Mario Cerciello Rega. La moglie ha chiesto di non essere inquadrata in questo momento di dolore

"Essere moglie di un carabiniere". Al termine dei funerali del marito oggi a Somma Vesuviana, Rosa Maria, vedova del vice brigadiere Mario Cerciello Rega, ha letto tra le lacrime un testo su questo tema, un post che circola da anni anche su Facebook, nei gruppi dedicati alle mogli e fidanzate dei militari.

Subito dopo, l'ordinario militare Santo Marcianò ha concluso il rito funebre, ricordando come oggi "l'Italia intera sia in lutto". Il feretro è stato portato a spalla fuori dalla chiesa, tra gli applausi scroscianti dei presenti.

Qui sotto il testo, riportato anche dal Corriere della Sera.

A mia moglie. Un giorno il buon Dio stava creando un modello di donna da destinare a moglie di un carabiniere. Era al lavoro quando un angelo disse: «Signore, mi sembra che voi vi stiate preoccupando troppo. Perché deve essere così diversa dalle altre donne?». Il Signore rispose: «Questa donna deve essere indipendente, possedere le qualità di un padre e di una madre al tempo stesso. Essere una perfetta padrona di casa per quattro invitati come per quaranta, anche se preavvisata solo un'ora prima. Deve essere sempre attiva e intraprendente, far fronte a tutte le necessità. Essere capace di svolgere allegramente le sue mansioni anche se è stanca o ammalata, ed essere capace di cambiare casa, abitudini e amicizie spesso e all'improvviso».

funerali carabiniere mario cerciello rega ansa-2

L'angelo scosse la testa: «Impossibile!». Il Signore proseguì: «La doteremo di un cuore particolarmente forte, capace di sopportare il dolore delle separazioni, di dare Amore senza riserve, di offrire energie al marito nei momenti più difficili e di continuare a lottare anche quando è carico di lavoro e stanco». «Signore», disse l'angelo, toccandogli il braccio dolcemente. «Andate a coricarvi e riposatevi un po', potrete terminare domani». «Non posso fermarmi adesso», disse il Signore. «Sono così vicino alla creazione di qualcosa di unico». «Questo tipo di donna si curerà da sola quando è malata, saprà dire arrivederci a suo marito su di un molo, in un aeroporto o in una stazione, comprendere perché è importante che egli parta e aspettarlo con rispetto».

L'angelo si avvicinò al modello di donna lo guardò da vicino e sospirò: «Sembra ben fatta, ma ha l'aspetto troppo dolce», replicò il Signore. «Ma ha la forza di un leone, non immagini tutto ciò che è capace di sopportare». Alla fine l'angelo si chinò e fece scorrere il suo dito sulla guancia di quella nuova creazione di Dio. «C'è una perdita!», esclamò. «Qualcosa non va in questa creatura». Il Signore parve offeso dalla mancanza di fiducia dell'angelo. «Ciò che tu vedi non è una perdita», disse, «è una lacrima!». «Una lacrima? Perché dunque?», domandò l'angelo. «È per la gioia, il dolore, la solitudine e la fierezza che solo la moglie di un Carabiniere prova ed è dedicata a tutti quei valori cui suo marito è legato e che lei farà suoi», disse il Signore dando vita a quella dolce creatura. Anche l'angelo, commosso, piange!».

Fonte: Corriere della Sera →
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