Sabato, 17 Aprile 2021

"Offro lavoro con stipendi veri e i giovani nemmeno si presentano"

Disoccupazione giovanile in aumento ma tre su dieci neppure si presentano al colloquio iniziale: "E neppure avvertono". Succede in Veneto dove un imprenditore accusa i giovani di essere poco inclini ai sacrifici

Il ministro Fornero definì i giovani italiani "choosy" suscitando larghe critiche, ma forse i giovani del Bel Paese un po' schizzinosi lo sono per davvero. L'esempio viene dal ricco Veneto dove un imprenditore locale, Riccardo Gaifa, proprietario della catena di ristoranti giapponese fusion Zushi, si trova in difficoltà nel assumere personale per la sua catena di ristoranti e si è sfogato su Facebook: "Se sento ancora parlare di disoccupazione giovanile racconto gli ultimi colloqui che abbiamo fatto".

"I ventenni il problema della disoccupazione sembra non lo sentano - racconta al Corriere del Veneto - Non so come fanno. Anzi, forse un’idea ce l’ho. Temo che abbiano ancora molte sicurezze economiche alle spalle. Ovvero, i genitori».

"La statistica che abbiamo fatto in anni di colloqui è che su dieci che ci contattano almeno tre candidati non vengono neanche al colloquio iniziale. E non avvertono. L’altro giorno il nostro direttore di un ristorante veneto ha aspettato per un pomeriggio intero: su tre prenotati non è venuto neanche uno. Ma fosse quello. Il problema è che proprio gli italiani non si fanno avanti".

Gli italiani? Cioè gli stranieri sono diversi?

"Certo. E qui è il punto dolente. Sa qual è la proporzione tra italiani e non italiani? Due a uno. Per ogni curriculum che ricevo di connazionali, ne ho almeno due di altri"

Potete assumere gli stranieri, che problema c’è?

"Certo. Già lo facciamo. Lavapiatti, pulizie, gestione dei locali: abbiamo solo non italiani. Ma ci sono delle mansioni per le quali è richiesta una competenza linguistica molto buona. Tutti i lavori a contatto con il pubblico, insomma. E’ lì che abbiamo richiesta. Ma manca la domanda. O per lo meno quella dei ventenni. Per i più anziani è diverso, lì c’è richiesta. Magari perché hanno una famiglia da mantenere, o sono divorziati e hanno il mutuo".

"Il caso più emblematico. Sui trent’anni, alla prima esperienza lavorativa. La sera prima di cominciare ha chiamato in ristorante. “Mi spiace, non vengo più, papà mi ha regalato una casa e per i prossimi mesi dovrò arredarla"

Fonte: Corriere del Veneto →

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