Martedì, 27 Ottobre 2020

Ottanta esperti bocciano l’immunità di gregge: “È pericolosa e non ferma il virus”

Sulla rivista medica The Lancet l’appello di decine di esperti: l’unico modo efficace per limitare il numero dei decessi dovuti alla pandemia è controllare la diffusione del coronavirus

Pensare di puntare sull’immunità di gregge per fermare il coronavirus è un “pericoloso errore non supportato da prove scientifiche” A dirlo un gruppo di esperti, più di 80 specialisti da tutto il mondo, che hanno scritto e firmato una lettera aperta pubblicata sulla rivista medica The Lancet, affermando che l’unico modo efficace per limitare il numero dei decessi dovuti alla pandemia è controllare la diffusione del virus. Il documento sarà presentato al 16esimo World Congress on Public Health 2020 (che avrebbe dovuto tenersi a Roma ma che invece si svolgerà online, causa Covid).

Secondo gli autori della lettera "è fondamentale agire con decisione e urgenza" e occorre "implementare e ampliare misure efficaci in grado di controllare la trasmissione del virus" , a loro volta supportate da “programmi finanziari e sociali che incoraggino le risposte della comunità e affrontino le disuguaglianze che sono state amplificate dalla pandemia”.

La lettera è arrivata dopo che numerosi media statunitensi nei giorni scorsi hanno riportato la notizia che diversi funzionari Trump avevano espresso sostegno a una controversa dichiarazione online a favore dell’immunità di gregge pubblicizzata come firmata da migliaia di persone, tra semplici cittadini, medici e scienziati. In realtà, secondo quanto riportato da Sky News, molte di quelle firme sarebbe risultate false. 

"L'immunità di gregge non basta a fermare il virus"

Gli esperti ribadiscono che raggiungere l’immunità di gregge "non basta a fermare" il coronavirus perché questo "si ripresenterebbe in nuove ondate ripetute". Alcuni studi indicano che l’immunità post contagio dura solo pochi mesi e che il rischio di un secondo contagio non è remoto. Secondo il documento quindi "saranno probabilmente necessarie nel breve termine misure restrittive per ridurre la trasmissione del virus". Lo scopo di queste restrizioni, secondo il gruppo di scienziati, è "sopprimere efficacemente le infezioni da Sars-CoV-2 a livelli bassi in modo che si possano rilevare rapidamente i focolai localizzati e dare una risposta con i test e il tracciamento dei casi. In questo modo - suggeriscono - la vita potrà tornare quasi alla normalità senza la necessità di restrizioni generalizzate".

Gli autori riconoscono la necessità di “proteggere la nostra forza lavoro ed evitare incertezze a lungo termine”, come pure che le restrizioni in corso abbiano portato a una “diffusa demoralizzazione” e una “diminuzione della fiducia”, mentre l’arrivo di una seconda ondata e il pensiero delle sfide future che ci aspettano hanno portato anche a un “rinnovato interesse per la cosiddetta immunità di gregge”, che suggerisce di consentire un ampio focolaio incontrollato tra persone considerate a basso rischio di morte.

Un approccio che per gli esperti presenta numerosi difetti. In primo lungo, “la trasmissione incontrollata nei giovani” si rivelerebbe comunque pericolosa per tutto il resto della popolazione, ricordando come gli ultimi studi rivelino come sia difficile se non impossibile limitare i focolai incontrollati a determinate sezioni della società. Gli sforzi per proteggere i soggetti più vulnerabili devono andare di pari passo con strategie su più fronti a livello di popolazione, dicono gli esperti, secondo i quali l’immunità di gregge non offre alcuna garanzia che chi ha contratto il virus rimanga immune per un periodo di tempo significativo ed è possibile essere infettarsi più volte. Questa strategia, mettono in guardia gli esperti, porterebbe a “epidemie ricorrenti” simile a quelle causate da numerose malattie infettive prima dell’invenzione dei vaccini, con un carico inaccettabile per l’economia e per gli operatori sanitari, “molti dei quali sono per Covid-19 o hanno subito traumi in seguito ad aver lavorato nell’ambito della medicina delle catastrofi”. 

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"L'evidenza è molto chiara: controllare la diffusione di Covid-19 nella comunità è il modo migliore per proteggere le nostre società e le nostre economie fino all'arrivo di vaccini e terapie sicure ed efficaci nei prossimi mesi. Non possiamo permetterci distrazioni che minano una risposta efficace. È essenziale agire con urgenza sulla base delle prove", concludono i ricercatori. 

Coronavirus: studio spagnolo, dubbi su immunità di gregge contro pandemia

Fonte: The Lancet →
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