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Mercoledì, 1 Dicembre 2021

Cinquanta operai licenziati con una telefonata: "Non venite più in fabbrica"

Situazione complessa, scrive il Fatto, perché con la già grave crisi occupazionale ricollocare chi perde il lavoro non è facile, “anche perché parliamo di una località montana”

Una semplice telefonata, e 50 operai si sono ritrovati senza lavoro.

Succede alla Ceramiche Progres di Serramazzoni, in provincia di Modena.

I lavoratori contavano sulla cassa integrazione e speravano di poter tornare in fabbrica al più presto. Le cose, come racconta il Fatto Quotidiano, sono andate diversamente.

Con una telefonata, la proprietà ha annunciato ai 50 dipendenti che la fabbrica sarà messa in liquidazione, e che nessuno dovrà più presentarsi a lavorare. La fabbrica è ora in cerca di un acquirente.

Un'amara sorpresa, come racconta il quotidiano:

Non se l’aspettava nessuno, del resto, che un volto noto del comparto manifatturiero modenese “avrebbe gettato la spugna”, aprendo da un giorno all’altro un’emergenza non solo occupazionale, ma anche sociale. Perché se le Ceramiche erano in crisi già da qualche anno, e lo dimostra il ricorso agli ammortizzatori sociali, cassa integrazione ordinaria, attivato per i 50 operai attualmente assunti dall’azienda, per mercoledì 13 novembre era stato convocato un incontro con i sindacati proprio allo scopo di discutere del futuro dello stabilimento, “e speravamo di ricevere buone notizie”, spiegano i lavoratori.

Tanto a Serramazzoni quanto a Pavullo, città dove una parte degli operai risiede, i sindaci si sono mobilitati per “trovare modalità utili a garantire ai lavoratori un’alternativa valida per supportare le loro famiglie”.

“50 lavoratori rappresentano 50 famiglie che perderebbero il proprio reddito” calcolano a Serramazzoni, e con la già grave crisi occupazionale che interessa non solo l’Emilia Romagna ricollocare chi perde il lavoro non è facile, “anche perché parliamo di una località montana”.

Fonte: Il Fatto Quotidiano →
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