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Sabato, 4 Dicembre 2021

Poco lavoro e troppo "noioso”: fa causa all'azienda e vince, avrà un risarcimento di più di 50mila euro

Il caso in Francia, dove per la prima volta i giudici hanno condannato un’azienda per aver dato meno lavoro e mansioni poco interessanti a un dipendente, portandolo alla depressione

C’è il “burn out” e il “bore out”. Dal lato opposto ed estremo dello stress da lavoro c’è il caso di un parigino, Frédéric Desnard, che ha fatto causa all’azienda per cui lavorava perché il suo lavoro era troppo noioso e ora gli sono stati riconosciuti oltre 50mila euro euro di risarcimento per aver sviluppato la cosiddetta sindrome di “bore out”. 

È la prima volta che questo accade in Francia, come ricostruiscono i quotidiani locali. Desnard, impiegato presso Interparfums, una catena di profumerie di lusso, sei anni fa si era rivolto al giudice del lavoro perché non gli sarebbe stato assegnata una mansione interessante dopo essere stato licenziato a causa di un prolungato congedo di malattia. Desnard aveva denunciato di essersi ammalato, e di aver avuto un attacco di epilessia mentre guidava l’auto, perché vittima di una particolare forma di “molestia morale”. 

Assunto come responsabile del coordinamento degli eventi del gruppo, Desnard si sarebbe trovato però a svolgere mansioni poco gratificanti, come configurare configurare il nuovo tablet del CEO e occuparsi della caldaia del suo datore di lavoro. Per lui sarebbe iniziato un periodo di grave stress, fino ad ammalarsi e a venire licenziato. 

I giudici hanno riconosciuto come “la mancanza di attività e la noia del signor Desnard” abbiano portato al deterioramento del suo stato di salute. “Il signor Desnard non aveva niente da fare. Veniva impiegato come tappa buchi e questa situazione lo ha portato alla depressione al punto che parlava addirittura di suicidio”, si legge in una testimonianza raccolta dai giudici. 

Il tribunale ha riconosciuto la noia e la mancanza di mansioni interessanti come “molestie morali” e così Interparfums è stata condannata a pagare oltre 50mila euro all’ex dipendente. La decisione dei giudici, ha commentato Desnard, “aprirà la strada a tutti coloro che non riescono a dare un nome alla loro situazione” e che per lui ha rappresentato una “umiliazione quotidiana”. 

A Desnard, disoccupato da sei anni e in cerca di un nuovo lavoro, è stata riconosciuta infine una disabilità. 

Fonte: France Info →
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