Mercoledì, 23 Giugno 2021
Ad Altofonte (Palermo)

La lite tra bambini finita a coltellate tra genitori

"Non fu tentato omicidio". Ridotta la pena in appello nei confronti di un papà che sarebbe intervenuto per vendicare l'onore del figlio

Foto di repertorio Ansa

Uno screzio tra bambini finito a coltellate tra due padri: è successo ad Atofonte, in provincia di Palermo, il 24 agosto del 2019. Una lite che non sarebbe culminata in una tragedia, secondo la Procura locale, soltanto perché era intervenuto un carabiniere in pensione che aveva assistito alla scena ed era riuscito a trattenere la mano di Alessandro Guddo, 42 anni, che con l'arma tentava di ferire il rivale.

La lite tra bambini finita a coltellate tra genitori ad Altofonte

L'uomo era finito in carcere con l'accusa di tentato omicidio e per lo stesso reato era stato condannato con il rito abbreviato a sei anni di reclusione. Adesso però la terza sezione della Corte d'Appello ha deciso di ridurre drasticamente la pena - a un anno e due mesi - riqualificando il tentato omicidio nell'accusa molto più lieve di lesioni. Guddo è così tornato libero.

La pena al papà ridotta in appello

Come riporta la collega Sandra Figliuolo su PalermoToday, il collegio presieduto da Antonio Napoli ha accolto le tesi dei difensori di Guddo, gli avvocati Giovanni Castronovo e Raffaele Bonsignore, che sin dal primo grado avevano sostenuto che la ferita riportata dalla vittima era - come da referti medici - una semplice escoriazione, che non aveva neppure richiesto dei punti e che era guarita in pochi giorni con l'applicazione di una crema. Non solo: già davanti al gup, la stessa vittima aveva negato che Guddo volesse attentare alla sua vita. Versione confermata anche dal carabiniere in pensione.

La vittima è un commerciante di 46 anni, anche lui di Altofonte. Lo scontro tra i due genitori era avvenuto il 24 agosto di due anni fa. In base alla ricostruzione della Procura, che aveva coordinato le indagini dei carabinieri, il movente sarebbe stata un'altra lite, quella tra i figli di 11 e 10 anni dei due uomini. I ragazzini infatti si sarebbero punzecchiati e la vittima aveva deciso di intervenire, rimproverando il figlio dell'imputato per il suo comportamento e dandogli due schiaffi. Il bimbo era così tornato a casa e in lacrime aveva riferito al padre l'accaduto. A quel punto Guddo aveva deciso di regolare i conti con il genitore dell'altro ragazzino: i due si erano incontrati e l'imputato aveva tirato fuori un coltello. Mentre stava per colpire il rivale, però, era passato il carabiniere in pensione che era riuscito a sviare la direzione del fendente e ad evitare così che la lama potesse affondare e ferire profondamente la vittima. Guddo era poi fuggito.

L'imputato era stato comunque rapidamente rintracciato dai militari ed era poi finito in carcere per tentato omicidio. Aveva scelto di essere processato con il rito abbreviato. Alla fine dello scorso marzo, per via della pandemia, il giudice gli aveva concesso gli arresti domiciliari per evitare che potesse contrarre il coronavirus in cella e anche perché nel frattempo la vittima si era trasferita all'estero. Alla fine gli erano stati comunque inflitti sei anni. Dopo circa un anno e mezzo di reclusione, ora con la sentenza emessa in appello è stato rimesso in libertà.

Fonte: PalermoToday →
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