Lunedì, 8 Marzo 2021
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Perché c'è il rischio di un lockdown a gennaio 2021 in Italia

Il tracciamento fa discutere: è davvero saltato? Crisanti giudica inattendibili i numeri sull’indice di contagiosità: "Siamo in una situazione sovrapponibile a quella di marzo. Poi magari allenteremo un po’ la guardia a Natale...". Ma Locatelli (Css) è molto più ottimista. I numeri del prossimo weekend saranno molto importanti

Foto: Ansa (archivio)

Numeri, numeri e ancora numeri. Il problema è che nion basta darli, bisogna anche interpretarli. E qui iniziano i problemi. L'ultimo bollettino della Protezione Civile parla di 27354 casi e 504 morti con 152mila tamponi: i contagi crescono rispetto a lunedì scorso così come i morti, mentre il tasso di positività dei test, che era in calo nei giorni scorsi, torna a salire da una media del 16% al 17,4%. Ma nelle scorse ore appare più evidente che mai come i virologi e gli esperti siano divisi. Non c'è parere unanime sull'andamento dell'epidemia in Italia. C'è chi esulta per il calo dell’Rt, l’indice di contagiosità, mentre c'è chi evidenzia come, se è salato in molte zone il tracciamento,  ogni previsione sarebbe falsata, e un numero altissimo di casi sfuggirebbe ai tamponi

Covid: se il tracciamento è saltato, i numeri sono poco attendibili

Come spiega oggi Paolo Russo sulla Stampa si tratta di due visioni opposte dalle quali dipende che dicembre sarà. Il fisico Giorgio Parisi, presidente dell’Accademia dei Lincei, non ritiene che l'Rt sia più affidabile: "Capisco le difficoltà, perché visti i numeri dei contagi va fatto uno sforzo enorme per ritracciare le persone che si sono ammalate e sapere l’inizio dei sintomi". 

"Se la settimana scorsa avevamo un indice di contagio che con il 95% di probabilità era compreso tra un valore di 1,45 e 1,83, nell’ultimo report la forchetta è raddoppiata, oscillando da 1,08 a 1,81. Come per gli exit poll non c’è certezza e la sintesi dell’ultimo report a leggerla bene vuol dire che il numero dei contagiati giornalieri potrebbe essere rimasto quasi costante, o essere quasi raddoppiato o aver fatto qualcosa di intermedio".

Crisanti: "Se allentiamo a dicembre, il lockdown lo dovremo fare comunque a gennaio"

Lo scetticismo deriva anche dal fatto che non sappiamo "quante chiamate arrivano nei pronto soccorso regionali e nemmeno quante persone si sono ammalate nei singoli comuni lombardi". Anche Andrea Crisanti giudica inattendibili i numeri sull’indice di contagiosità: "Siamo in una situazione sovrapponibile a quella di marzo e qui non stiamo facendo nemmeno un vero lockdown. [...] Poi magari allenteremo un po’ la guardia a Natale e il lockdown lo dovremo fare comunque a gennaio". 

Non tutti però la pensano così. Anzi, c'è chi guarda ai numeri e pensa che il picco sia vicino, e che forse le cose stiano già migliorando. Il presidente del Consiglio superiore di sanità Franco Locatelli è tra coloro secondo cui il dato relativo all’Rt è un indicatore vero e credibile della decelerazione, "il primo risultato delle restrizioni adottate a fine ottobre, che iniziano a mostrare i loro effetti sulla curva dei contagi".

Coronavirus: i dati del prossimo weekend molto importanti

In Piemonte, una delle regioni più colpite, c'è grande attesa per i numero del prossimo weekend. Gian Alfonso Cibinel, coordinatore dei pronto soccorso dell’Unità di crisi del Piemonte, guarda gli ultimi dati sulla pandemia tirando un sospiro di sollievo. Lo dice a Lorenza Castagneri del Corriere della Sera: "La pressione sugli ospedali sta lentamente diminuendo".

Il medico attribuisce almeno una parte del merito alle misure di contenimento della Regione. Nell’ordine: dal 16 ottobre la chiusura notturna degli esercizi al dettaglio salvo le farmacie, dal 24 la chiusura dei centri commerciali nel weekend salvo per la vendita di generi alimentari, dal 26 il coprifuoco dalle 23 alle 5 del mattino e la didattica a distanza al 50 per cento nelle scuole superiori, portata al 100 per cento dal 2 novembre, quando i mezzi pubblici han- no iniziato a viaggiare a metà capienza. E, dal 6, la zona rossa.

L'ndice Rt del Piemonte è sceso dal 2.16 del 25 ottobre a 1,37. Il weekend 21-22 novembre dirà molto: "Tra venerdì e sabato inizieremo a vedere davvero gli effetti del mini-lockdown attuato dalla Regione prima del confinamento governativo".

Fonte: La Stampa →
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