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Martedì, 30 Novembre 2021

"Loris è rimasto a casa? Non lo so, ora mi fai venire dei dubbi..."

Il testo del drammatico colloquio tra Veronica Panarello e Davide Stival. Lui la accusa, lei si difende ma mostra qualche titubanza: "Può essere che ricordi di averlo lasciato a scuola, e invece..."

"Loris è rimasto a casa quella mattina?". "Non lo so… ora mi fai venire dei dubbi". E ancora: "Può essere che hai ragione tu, può essere che io mi ricordi di averlo lasciato a scuola, e invece …".

A parlare, intercettata dagli inquirenti, è Veronica Panarello, la giovane mamma di Santa Croce Camerina accusata di aver ucciso il figlio Loris.

E’ il 6 gennaio 2015, Veronica è in carcere da circa un mese e si difende dalle accuse del marito Davide. 

Il drammatico colloquio tra i due, già anticipato da Porta a Porta, è stato pubblicato da Giallo, nell’ultimo numero della rivista. Veronica nega più volte, e con forza, di aver fatto del male a Loris, ma incalzata da Davide mostra più di qualche titubanza.

Ecco alcuni passi salienti delle intercettazioni: 

Veronica: Quando è salito in macchina, Loris era seduto dietro, ho accompagnato a scuola prima Loris e poi Diego.
Davide: No, questo non risponde a verità, è solo la verità che l'avvocato Villardita ti ha detto di riferire. La verità è che Loris è tornato a casa, tu hai accompagnato Diego, magari Loris era rimasto nelle scale... è arrivato là sopra... e tac, qualcuno può averlo preso! Può essere che sia andata così? Dimmelo!
Veronica: Non lo so... non lo so.
Davide: Io questo posso pensare...
Veronica: Mi stai facendo venire i dubbi, potrebbe anche essere... potrebbe! Mi hai fatto venire i dubbi. Mi ricordo di essere tornata a casa, di aver fatto i servizi, ma quando sono tornata Loris a casa non c'era. Ho passato l'aspirapolvere in salone, cucina, dappertutto, e non c'era nessuno a casa, ricordo benissimo...
Davide: No! Tu a scuola a portare Loris non sei andata quella mattina.
Veronica: Può essere che hai ragione tu, può essere che io mi ricordi di averlo lasciato a scuola ma che invece lui sia rientrato a casa. Ma quando sono tornata non c'era più. Io il bambino non l'ho toccato, questo è sicuro, non l'ho toccato! Io tutto quel male non glielo potevo fare.

In un altro colloquio datato 12 febbraio, su insistenza del marito, la Panarello spiega anche perché tornando da scuola rientrò con l’auto nel garage. 

Davide: Perché l’hai messa nel garage la macchina? Che i posti fuori c’erano!”
Veronica: Ma nel piazzale mi bloccavano sempre!
Davide: No, era vuoto il piazzale, nessuno ti bloccava.
Veronica: Io mi sono messa là… per evitare che mi bloccassero! Infatti quando sono uscita c’erano tutte le macchine..e ho detto: meno male che ho messo la macchina in garage, altrimenti mi bloccavano!. 
Davide: Ma che stai dicendo? Quello che ho visto io finora è la tua colpevolezza! All’inizio neanche io credevo a quello che dicevano gli inquirenti, ma dopo la visione dei filmati e la ricostruzione dei fatti  il mio pensiero è cambiato.

In un altro passaggio delle intercettazioni, Veronica sostiene di poter provare la sua innocenza. 

Veronica: Io ho le prove, posso dimostrare che Loris era con me quella mattina.
Davide: Buono, se hai le prove…
Veronica: Quello che rientra a casa non è Loris, anche di questo ho la prova
Davide: Beh, se hai le prove, perché non le hai fatte uscire ancora?. 

Fonte: Giallo →
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