Giovedì, 17 Giugno 2021

"Sei cattolico, devi pagarci": la Chiesa chiede a Toni un milione e 700mila euro

Il bomber del Verona a processo davanti alla Corte d'Appello di Monaco per il suo passato al Bayern: deve versare la KirchenSteuer, un contributo obbligatorio stabilito per legge in Germania, una vera e propria tassa sulla fede

Una beffa, non c'è che dire. Luca Toni deve pagare un milione e 700mila euro alla Chiesa. Il bomber del Verona a processo davanti alla Corte d'Appello di Monaco per il suo passato al Bayern: deve versare la KirchenSteuer, un contributo obbligatorio stabilito per legge in Germania, una vera e propria tassa sulla fede. Lo scrive la Bild, popolare giornale tedesco. "Se ai miei amici venisse detto che per credere in Dio bisogna pagare così tanto, scapperebbero tutti dalla Chiesa..." avrebbe detto il bomber Toni davanti al giudice della Corte di Appello di Monaco. Toni naturalmente ha spiegato che non ne sapeva nulla di questa KirchenSteuer: "E in ogni caso, penso che se uno crede in Dio non deve pagare la Chiesa". 

Ma secondo la Bild il matrimonio cattolico con la sua Marta dimostra la fede di Luca Toni, e secondo una testimonianza sarebbe stato informato da quanto prescritto dall'art. 140 delle legge tedesca: introdotta nel 1827 e confermata nella costituzione di Weimar, l'imposta ecclesiastica di fatto obbliga ogni cittadino a dichiarare la propria fede nella dichiarazione dei redditi. Ogni Land preleva il 'contributo' per le diverse confessioni, dal quale nel 2013 la Chiesa cattolica ha ricavato 5,5 miliardi di euro, e quella evangelica 4,8.

Tutto nasce dal fatto che in occasione della sua prima stagione in Baviera per Toni non era stata registrata alcuna confessione religiosa ma dal secondo anno è stata spuntata la voce "cattolica". L'attaccante gia' nell'udienza dello scorso marzo aveva proclamato la sua innocenza e puntato il dito contro la sua ex commercialista che a sua volta aveva scaricato la responsabilita' sul club. Il giudice Hans-Werner Wolf aveva proposto un accordo: la commercialista e il Bayern avrebbero pagato 500 mila euro a testa, i restanti 700 mila li avrebbe sborsati Toni. Ma il Bayern aveva detto no, ritenendo che una volta risolto il contratto col giocatore ogni contenzioso era da ritenere chiuso. La seduta è stata aggiornata.

Fonte: Bild →
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