Giovedì, 24 Giugno 2021
Il caso / Ucraina

La madre che ha accoltellato il figlio e l'ha buttato in un bidone

Ha partorito il piccolo fuori al balcone. Appena nato gli ha inferto 22 coltellate, poi l'ha messo in una busta di plastica e l'ha gettato nella spazzatura. La confessione dei fatti le è valsa uno sconto di pena

Uccidere un figlio appena nato accoltellandolo con una forbice per 22 volte e poi buttarlo in un bidone dell'immondizia le costerà solo due anni di carcere. È quanto è stato deciso in un tribunale di Mykolaiv, nel sud dell'Ucraina dove Anastasia Skorychenko ha ricevuto un verdetto di colpevolezza a dir poco benevolo. Stando alle valutazioni dei giudici, è bastato che confessasse i fatti che le venivano contestati e l'accusa di omicidio volontario è corrisposta a una pena di due anni di carcere. Ciò che ha raccontato risulta essere completamente incompatibile con una pena del genere in un qualsiasi Paese civile.

La gravidanza nascosta 

La donna era incinta di un bimbo ma aveva tenuto nascosta la gravidanza. Aveva già due bambine di sette e quattro anni e questa era una gravidanza indesiderata visto che reputava non potersela permettere a livello economico. Ha dichiarato di averla tenuta nascosta alla madre con cui vive e alle due piccole. Fino a quando non sono arrivate le contrazioni del parto di notte. Per non allertare i familiari che erano in casa, la donna si è chiusa all'esterno del proprio balcone e ha deciso di dare lì alla luce il piccolo. Ha preso una bacinella ed è lì che ha fatto nascere il piccolo. Con una forbice ha tagliato il cordone ombelicale e poi ha tappato la bocca al neonato. L'obiettivo era quello di non farlo piangere per non attirare l'attenzione.

L'uccisione del piccolo 

Ha poi cominciato a colpirlo senza pietà, per ben 22 volte. Il bambino era nato sano ma non ha potuto resistere alla furia omicida della madre. Una volta inferti i colpi ed essersi assicurata che il figlio fosse morto, la donna l'ha messo in un sacchetto di plastica e l'ha gettato in un bidone dell'immondizia. È lì che è stato scoperto da una delle vicine che ha chiamato subito la polizia e un'ambulanza. Il piccolo era già morto da tempo ed era stato ucciso dalle coltellate. Dopo poche ore la polizia è riuscita a risalire alla donna e l'ha arrestata.

La condanna 

La 30enne è stata portata dinanzi al tribunale locale dove ha confessato il delitto dicendo che non poteva sostenere la crescita del bambino a causa della sua situazione finanziaria. Il pubblico ministero aveva chiesto la condanna per omicidio premeditato specificando che tutto era stato organizzato prima. Il bambino era inoltre nato sano ed era stato ucciso delle coltellate inflitte in zone vitali come il collo, il torace, l'addome e agli arti del piccolo. I giudici del tribunale distrettuale di Zavodskoy hanno deciso di concederle le attenuanti per il fatto che abbia confessato il delitto in aula. La pena le è stata inflitta lo scorso 5 gennaio.

Fonte: Daily Mail →
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