Mercoledì, 3 Marzo 2021
Covid / Bergamo

Lo "strano" caso delle maestre positive al virus che lavorano al nido tra i bimbi

Dovevano stare in quarantena, se si prendono per buoni i documenti che hanno presentato. Succede in una struttura in centro a Bergamo. La questione è sul tavolo dell'Ats. I test positivi che sono stati esibiti erano veri?

Foto repertorio

Il caso è ancora tutto da delineare, ricostruire, valutare. E' Paolo Berizzi su Repubblica a raccontare quanto sarebbe avvenuto in un asilo nido nel centro di Bergamo. Nidi e materne sono aperti anche in queste complicate settimane di emergenza coronavirus.

Le maestre con tampone positivo che lavorano al nido con i bimbi

Il problema è che c'è un sospetto: la possibile positività al Sars-CoV-2 della proprietaria nonché coordinatrice dell’asilo al centro di questa storia. E forse anche della sua socia ("è pure lei in quarantena"). Le due avrebbero però entrambe continuato a lavorare con i bambini. L’Ats di Bergamo sta studiando le carte per capire come siano andate le cose. Il caso ruota intorno a una mail inviata al tribunale di Bergamo il 4 novembre dalla responsabile dell’asilo, nonché rappresentante legale.

Il 5 novembre si sarebbe dovuta presentare in aula per un procedimento di sfratto per morosità nei suoi confronti. La donna - scrive il quotidiano -  chiede al giudice se è possibile rinviare l’udienza "per legittimo impedimento", "visto che sono risultata positiva al Covid". E allega il risultato di un tampone fatto il 2 novembre, che conferma la positività di un precedente tampone del 28 ottobre. In quella mail la maestra aggiunge: "Avrei delegato la mia socia ma anche lei è in quarantena per colpa dei figli positivi anch’essi".

Ma in quei giorni il nido sarebbe rimasto normalmente aperto. Come è stato possibile? Che cosa è realmente successo?

Il 9 novembre all’Ats arriva un esposto nel quale si riferisce lo stato dell’arte: nonostante l’indisponibilità causa virus inoltrata ai giudici, la titolare dell’asilo risulta presente in sede.

Bisognerà valutare la regolarità del certificato allegato dalla donna nella mail e verificare se la donna stia violando la quarantena, "ponendo a rischio la salute dei bambini dell’asilo nido". Chi è in quarantena ovviamente non potrebbe uscire di casa, tantomeno passare del tempo con i bambini in un asilo nido. Si rischiano accuse pesanti. I test positivi che sono stati esibiti erano veri? Il giallo non è ancora stato risolto.

Fonte: La Repubblica →
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