Sabato, 6 Marzo 2021
Il racconto / Roma

La rabbia e la paura dei pazienti oncologici: "Non si muore solo di coronavirus"

Il racconto a RomaToday di due donne e della loro battaglia contro il cancro, resa ancora più difficile dalla pandemia

"Non si muore solo di coronavirus". Paura e rabbia per le visite di controllo annullate o rinviate a data da destinarsi. Sono migliaia i pazienti oncologici che, da quando è iniziata la pandemia, fanno i conti con questi stati d'animo. Due donne raccontano a RomaToday l'incubo di essere malate oncologiche durante l'epidemia di coronavirus.

"Non si muore solo di coronavirus"

Marta Di Palma, 37 anni in cura all’ospedale Gemelli dal 2018, e Rossella Cocciarelli, 68enne che da undici anni lotta contro un tumore metastatico al seno al San Filippo Neri, raccontano le loro esperienze. Fatte di attese, smarrimento, timori. "La prevenzione mi ha salvato la vita - spiega Marta -, ma negli ultimi mesi sono state cancellate circa 12mila ecografie al seno e questo è molto grave". "Sembra quasi che ci stiano mettendo da parte, ma il cancro non sparisce", dice con un filo di voce Rossella. "Non ci sono solo pazienti Covid e il tumore non aspetta - sottolinea Antonio Magi, presidente Ordine dei medici di Roma -. Così rischiamo di dover rincorrere il cancro come stiamo facendo con il Coronavirus, e questo è sbagliato".

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Interviste di Veronica Altimari/RomaToday


 

Fonte: RomaToday →
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