Mamma Loredana s'incatena ai cancelli della scuola: "Mio figlio disabile lasciato solo"

Francesco, affetto da paralisi cerebrale infantile, è senza assistente per la cura della persona. La protesta della mamma e l'appello della dirigente scolastica

Francesco è affetto da paralisi cerebrale infantile. Costretto sulla sedia a rotelle, non parla e non mastica bene. A scuola, nel cuore del rione Candelaro a Foggia, non c'è un assistente per la cura della persona che possa occuparsi di lui, non c'è nessuno che possa cambiarlo. Sua madre Loredana non ne ne può più, è pronta anche allo sciopero della fame in segno di protesta.

Foggia, figlio disabile senza assistenza: madre si incatena a scuola

Come racconta FoggiaToday, la donna si è incatenata ai cancelli della scuola ed ha affidato ad un videomessaggio la sua disperazione:

"Siamo alle solite. Da oggi si rifiutano di dare da mangiare e da bere a Francesco, perché non rientra nelle loro mansioni. Ho chiesto che ci sia un OSS. La scuola aveva una convenzione con un istituto privato che inviava tirocinanti, però dal 20 dicembre questo servizio sembra sospeso. Sono stanca di dover fare avanti e indietro, ora per la merenda, ora per il pannolino. Basta. Ci vogliono le figure adeguate nella scuola. È giunto il momento che si prendano seri provvedimenti".

Nel pomeriggio di ieri, l'assessore alle Politiche Sociali del Comune di Foggia Raffaella Vacca, accompagnata dal consigliere Giuseppe Fatigato e da un assistente sociale, ha incontrato la mamma, anche lei in carrozzina, e l'ha rassicurata: si è impegnata a studiare una soluzione e a individuare le figure necessarie.

L'appello della dirigente scolastica a governo e ministero

La dirigente scolastica Mariolina Goduto ha spiegato come l'agenzia educativa si avviti sempre intorno agli stessi problemi: "Non è possibile includere tutti e lasciare le scuole allo sbando". Il suo è il grido di dolore di una scuola impotente, un altrettanto accorato appello a governo e ministero dell'Istruzione affinché si avvii una seria riflessione e si metta mano alla normativa. "Se l'amministrazione centrale non cambia le regole del gioco, non ci sono soluzioni. La pianta organica di tutte le scuole prevede docenti e collaboratori scolastici, tra l'altro ridotti: ne abbiamo nove per tre plessi e tre gradi, tra cui scuole a tempo pieno. È evidente che nel momento in cui possiamo far fronte alle problematiche connesse all'inclusione con disponibilità, accoglienza, affetto, emotività, ce la facciamo - chiarisce la dirigente Goduto -. Laddove è possibile, dove i bambini sono piccoli e non ci sono problematiche particolari, anche i nostri collaboratori si mettono a disposizione, ma stiamo parlando di un caso diverso e occorrono competenze specifiche, perché ci sono movimenti che non si devono fare. Non ci esponiamo laddove pensiamo di non poter essere all'altezza, o addirittura creare danni al minore, infortuni, incidenti".

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Servirebbe, insomma, una riflessione nuova sui temi dell'inclusione e dell'integrazione dei minori disabili gravi, "perché è evidente che noi non possiamo risolvere questo problema fornendo a tutti i disabili le stesse risorse professionali. Non basta dichiararsi accoglienti, poi bisogna mettere in atto strategie alternative, percorsi personalizzati, e bisogna stanziare finanziamenti. Gli insegnanti di sostegno non possono bastare. La Asl, quindi la Regione Puglia, dovrebbe fornire assistenti per la cura alla persona e non lo fa".

Fonte: FoggiaToday →

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