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Martedì, 24 Maggio 2022

Le mani straniere sulle eccellenze italiane del "gusto": allarme di Coldiretti

Sono stati ceduti a proprietari stranieri marchi di prestigio dell’agroalimentare per 10 miliardi: da Gancia a Riso Scotti, Fiorucci, Orzo Bimbo e Parmalat

E' Coldiretti a lanciare l'allarme: dall’inizio della crisi economica che sta letteralmente devastando l'economia italiana, sono stati ceduti a proprietari stranieri marchi di prestigio dell’agroalimentare per 10 miliardi: da Gancia a Riso Scotti, Fiorucci, Orzo Bimbo e Parmalat.

Per la prima volta la produzione di vino Chianti nel cuore della Docg del Gallo Nero è divenuta di proprietà di un imprenditore cinese.

L’ultimo colpo nelle campagne toscane e’ stato messo a segno da un imprenditore cinese della farmaceutica di Hong Kong, che ha acquistato per la prima volta un’azienda vitivinicola agricola nel Chianti, terra simbolo della Toscana per la produzione di vino: l’azienda agricola Casanova - La Ripintura, a Greve in Chianti, nel cuore della Docg del Gallo Nero.

"I grandi gruppi multinazionali che fuggono dall’Italia della chimica e della meccanica, investono invece nell’agroalimentare nazionale perché, nonostante il crollo storico dei consumi interni, fa segnare il record nelle esportazioni grazie all’immagine conquistata con i primati nella sicurezza, tipicità e qualità" dice il presidente della Coldiretti Sergio Marini.

Con l’inizio della crisi - informa la Coldiretti - si è dunque verificata una accelerazione nel processo di cessione dei marchi storici del Made in Italy che nell’agroalimentare era già in fase avanzata. Nel 2006 la Galbani era entrata in orbita Lactalis, ma lo stesso anno gli spagnoli hanno messo le mani pure sulla Carapelli, dopo aver incamerato anche la Sasso appena dodici mesi prima. 

Nel 2005 - continua la Coldiretti - la francese Andros aveva acquisito le Fattorie Scaldasole, che in realtà parlavano straniero già dal 1985, con la vendita alla Heinz. Nel 2003 hanno cambiato bandiera anche la birra Peroni, passata all’azienda sudafricana SABMiller, e Invernizzi, di proprietà dal 1985 della Kraft e ora finita alla Lactalis.

Fonte: La Stampa →
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