Venerdì, 26 Febbraio 2021
La polemica

Maria Rita Gismondo ora chiede scusa: "Sono ingenua, non negazionista"

In estate la ormai celebre microbiologa del Sacco di Milano aveva partecipato a un convegno con l'ultradestra complottista tedesca: "Non voglio assolutamente essere associata a chi combatto tutti i giorni. Ero in buonafede"

Ha partecipato a un convegno con l'ultradestra tedesca Maria Rita Gismondo. È il 4 luglio del 2020. Manca pochissimo al cruciale Consiglio europeo che dovrà ratificare il Recovery Fund per salvare soprattutto l'Italia e la Spagna, i Paesi più martoriati dal coronavirus. 

Maria Rita Gismondo al convegno dell'ultradestra

Nella capitale della Germania l'Alternative fuer Deutschland, il partito di ultradestra che si è buttato da mesi nella battaglia contro le restrizioni, insomma dal lato dei no-mask e dei negazionisti, invita "la più importante virologa italiana", così la presentano, a tenere una conferenza al Bundestag. Oggi si pente la microbiologa del Sacco di Milano, e in una lunga intervista a Tonia Mastrobuoni di Repubblica dice la sua, tra l'altro definendo un “problema neurologico” il negazionismo. "Non voglio assolutamente essere associata a chi combatto tutti i giorni" dice Gismondo, sostenendo di essere stata ingenua: "Quando ho ricevuto l’invito al Bundestag sulla lista c’erano altri accademici e una persona del ministero della Salute. Non ho guardato il simbolo, pensavo fosse una società scientifica. Credevo a un’ospitalità istituzionale di un congresso scientifico".

"L’89% dei deceduti hanno almeno altre 3 o 4 patologie"

Di recente le parole della Gismondo sono state rilanciate dalla rivista complottista Compact. "Eh no - dice lei   io non ho fatto alcuna intervista. Il giornalista Billy Six ha fatto riferimento al convegno e mi ha chiesto delle spiegazioni via mail"

"Ho detto semplicemente quello che dicono anche i dati dell’Istituto superiore di Sanità, senza togliere nulla alla gravità dei morti per qualsiasi causa. L’89% dei deceduti hanno almeno altre 3 o 4 patologie e il 10-12% non avevano altre patologie. Ma non è per sminuire, è per tutelare le persone al rischio".

In realtà, come sottolinea Mastrobuoni su Repubblica, al convegno in questione Gismondo non disse proprio così, anzi aveva sostenuto che in Italia c’erano "più o meno dieci morti di Covid".  "Mi riferivo alla tabella del 18 marzo dell’ISS che su un campione di 2.500 sosteneva che solo 10-12 non presentassero altre patologie. Era un campione". Ma era un campione di marzo. Il convegno si è svolto in estate. Poi sul caso dei camion di Bergamo, che secondo i complottisti erano vuoti, Gismondo si difende così: "Io volevo dire che era una domanda assurda, ma io dò per scontato che ci fossero le bare e i cadaveri, ma è ovvio".

"Io ho sostenuto che le immagini di Bergamo hanno creato in Italia anche molta depressione, suicidi. Informazione ok, ma il martellamento è nocivo".

Insomma, era in buonafede, ammette che la situazione è "stata drammatica e severa" in Italia. Gismondo a febbraio sosteneva che "si è scambiata un’infezione appena più seria di un’influenza per una pandemia letale". 

Fonte: La Repubblica →
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