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Sabato, 27 Novembre 2021

"I due marò rischiano la pena di morte"

The Hindustan Times, autorevole quotidiano che ha diffuso la notizia, spiega che gli investigatori avrebbero presentato lunedì al ministero degli Interni un rapporto in cui si chiede di perseguire i due militari in base al 'Sua Act' che reprime la pirateria marittima con la pena di morte

Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, i due marò, sono come noto accusati dell'omicidio di due pescatori il 15 febbraio 2012. Ora nuvoloni neri si addensano sul loro destino, secondo la stampa indiana.

Le ultime novità sono queste: la polizia indiana Nia ha presentato un rapporto in cui accusa Latorre e Girone in base a una legge che prevede la pena di morte.

The Hindustan Times, autorevole quotidiano che ha diffuso la notizia, spiega che gli investigatori avrebbero presentato lunedì al ministero degli Interni un rapporto in cui si chiede di perseguire i due militari in base al 'Sua Act' che reprime la pirateria marittima con la pena di morte, nonostante le ripetute richieste pressanti del ministero degli Esteri di trattare il caso con capi di imputazione che prevedono pene più lievi.

Il quotidiano ha avuto conferma della consegna del rapporto dai ministeri degli Interni, Esteri e dalla stessa Nia. Una fonte diplomatica ha comunque ricordato "che la decisione finale spetta al giudice che dovrà formulare i reali capi di accusa" a carico dei due marò.

La legge, approvata nel 2002 in conformità con i trattati internazionali sulla sicurezza marittima, sarebbe al centro dell'acceso dibattito fra i vari ministeri. La "legge per la repressione degli atti illeciti contro la sicurezza della Navigazione marittima e le strutture fisse sulla piattaforma continentale" stabilisce chiaramente che se una persona che uccide un'altra persona sarà passibile di pena di morte. Questo è fissato nell'articolo 3, comma g e i della legge in cui si dice che "Chi causa la morte di qualsiasi persona sarà punito con la morte".

"La nostra logica - ha detto al giornale un responsabile della Nia - è che, uccidendo i pescatori, i marò hanno commesso un atto che ha messo in pericolo la navigazione marittima. Siccome c'è stato un omicidio, sono passibili di essere accusati in base ad una legge che prevede la pena di morte".

Fonte: The Hindustan Times →
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