Mercoledì, 23 Giugno 2021
Regno Unito

Marta Lomartire: l'italiana cacciata dal Regno Unito perché le mancava un documento

La testimonianza di una 24enne pugliese, fermata a Heathrow perché "migrante senza visto lavorativo" nell'era post Brexit: "Mi hanno sequestrato tutto, anche il cellulare"

Repubblica ha raccontato la storia di Marta Lomartire, 24enne pugliese che era partita per Londra per iniziare un lavoro da ragazza alla pari. Con i documenti in regola ma senza il visto di lavoro perché le regole del Regno Unito non sono chiare sul tema. Alla fine Marta è stata fermata, è rimasta detenuta ed è stata espulsa. 

Marta era stata invitata dal cugino Giuseppe Pichierri, medico, microbiologo della sanità pubblica inglese e residente a Londra da quasi 15 anni che le aveva consegnato una lettera a sua firma per l'ingresso come ragazza alla pari. Ma non è bastato. All'arrivo a Heathrow Marta è stata detenuta dalle autorità di frontiera britanniche, trasferita all'Immigration Removal Centre di Colnbrook e, infine, espulsa.

"All'aeroporto mi hanno annunciato che mi avrebbero mandato in prigione. Non me ne capacitavo. Non avevo fatto nulla di male. E invece: filo spinato, sbarre alle finestre, cancelli enormi blindati - ha detto al quotidiano - È stato uno shock. Sono scoppiata a piangere". Anche Giuseppe non voleva crederci: "Siamo furiosi e indignati, inclusi mia moglie e mio suocero inglesi, che non si capacitano di quanto stia accadendo al loro Paese".

Dopo essere rimasta per ore chiusa in una stanza è stata trasferita in prigione: "Mi hanno sequestrato il cellulare. Temevano che avessi potuto girare video o scattare foto. I miei familiari non sapevano che fine avessi fatto. Poi mi hanno fornito un vecchio telefono senza fotocamera. Ma non aveva credito e per la ricarica  accettavano solo sterline. Allora ho chiamato mio cugino dai telefoni pubblici della prigione". Marta è stata detenuta per 12 ore, poi ha preso un voto per il rimpatrio a Milano. Nel centro di detenzione "c'era un'altra giovane italiana, toscana, non ricordo il suo nome. Aveva 24 anni come me ed era lì da addirittura cinque giorni. Neanche lei sapeva perché".

Fonte: La Repubblica →
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