Lunedì, 1 Marzo 2021

Resta incinta nel '90 e chiede l'indennità: la riceve dopo 28 anni di odissea giudiziaria

Il caso assurdo di una bibliotecaria veronese, che dopo quasi tre decenni ha potuto ottenere il trattamento economico che aveva richiesto. Nel frattempo la bimba è diventata una donna

Foto di repertorio

Giustizia 'lumaca' e rimpalli burocratici: due fattori che se messi insieme possono rendere 'biblici' i tempi di una semplice sentenza per la richiesta di un'indennità di maternità. Lo sa bene Daniela Brunelli, una bibliotecaria veronese rimasta incinta nel 1990 prima della scadenza del suo contratto, che aveva richiesto l'indennità, salvo attendere quasi tre decenni mentre il Comune di Sona (dove lavorava) e l'Inps erano intenti a scaricarsi le responsabilità a vicenda.

La storia, raccontata da Angela Pederiva sulle pagine del Gazzettino, si è conclusa soltanto dopo 28 anni, tanto che la bambina in questione ha fatto in tempo a diventare una donna prima che la madre ricevesse il trattamento economico richiesto. A scrivere la parola 'fine' su questa paradossale vicenda ci ha pensato una sentenza del Tar che ha ribadito il verdetto della Cassazione, arrivato sempre dopo una lunga battaglia. 

Il Comune di Sona, in provincia di Verona, è stato condannato a risarcire la donna con 3.258,99 euro più le spese legali oltre agli interessi da calcolare a partire dal 1990 fino ad oggi. 

Fonte: Il Gazzettino →

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