Sabato, 24 Luglio 2021
La storia / Trento

Matias, il bimbo di 14 mesi salvato dai carabinieri: "Senza di loro sarebbe potuta andare peggio"

Il racconto della mamma del piccolo, dopo l’intervento di un pattuglia dei militari della stazione di Arco che li ha accompagnati di corsa in ospedale quando il bambino si era sentito male improvvisamente

Il piccolo Matias insieme ai suoi genitori (foto TrentoToday)

Una storia a lieto fine. Qualche settimana fa, il piccolo Matias, 14 mesi, si era sentito male si trovava in casa con i genitori. Mentre l'ambulanza tardava ad arrivare, il papà e la mamma del piccolo erano scesi in strada con lui in braccio ad aspettare, in preda all'ansia e al panico. Una pattuglia dei carabinieri della stazione di Arco (Trento) che passava di lì aveva subito notato il bambino e capito la gravità della situazione. Dopo averli fatti salire sull’auto di servizio, i militari erano quindi corsi al pronto soccorso locale, dove i medici si erano subito presi cura del piccolo. 

Il racconto della mamma di Matias

Matias oggi sta bene, proprio grazie a quell'intervento provvidenziale che ha scongiurato il peggio, ed è già tornato a casa con mamma Yarileidys Rivera e papà Juan Gabriel Morales. Proprio Yarileidys ha raccontato a TrentoToday quei terribili momenti. Al mattino Matias aveva avuto qualche linea di febbre "ma niente di che, 37,4", poi però "alla sera è salita a 38, aveva appena bevuto il latte e gli è venuto praticamente un attacco epilettico, una convulsione". 

Il piccolo ha rigurgitato un po' di latte proprio durante l'attacco e non riusciva più a buttarlo fuori. "Io mi stavo facendo la doccia", ha raccontato Yarileidys, "Matias era in braccio a suo papà ed era diventato nero. Per noi stava morendo, siamo arrivati in ospedale con i carabinieri che per caso erano lì. Avevamo chiamato l'ambulanza ma non ce la facevamo ad aspettarla. La macchina ce l'avevo lontana, mio marito non ha la patente e io non sarei riuscita a guidare, ero molto nervosa".

Una lettera di ringraziamento ai carabinieri

A quel punto, mentre erano in strada, sono stati notati dai carabinieri, che "in pochi secondi i carabinieri ci hanno portato all'ospedale", ha ricordato la mamma di Matias. "Ci hanno detto che se non ci fosse stato l'intervento dei carabinieri, sarebbe potuta andare peggio, perché non sarebbe potuto rimanere troppo tempo senza respirare. Noi, nel frattempo, avevamo fatto quello che il 112 ci aveva detto di fare: lo avevamo spogliato, avvolto negli asciugamani bagnati e messo sul lato per vedere se buttasse quanto gli era rimasto in gola, ma non riusciva". Dopo una notte in ospedale, Matias è tornato a casa con mamma e papà. Matias, Yarileidys ha già un altro figlio di 18 anni, ma un'esperienza come questa non le era mai capitata. La paura è stata tanta, ma adesso il brutto momento è passato e anche per questo ha voluto ringraziare con un lettera i carabinieri che hanno aiutato il suo Matias. "Ho scritto loro una lettera per ringraziarli - ha concluso Yarileidys  - uno di loro si chiama Gabriel come mio marito, sono stati proprio bravi. Il loro è stato l'intervento più veloce in assoluto. Mi hanno anche chiamato dopo che siamo usciti dall'ospedale per sapere come stesse Matias". 

Fonte: TrentoToday →
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