Venerdì, 5 Marzo 2021

La coppia che per non rinunciare alle nozze ha diviso gli invitati in tre feste

Finalmente sposi, nonostante il coronavirus e la nuova stretta sui ricevimenti: la storia di Chiara e Vincenzo e del loro "matrimonio itinerante"

Foto di repertorio

Avrebbero dovuto sposarsi a marzo, ma come accaduto a tantissime coppie il lockdown ha mandato a monte i loro piani. Così Chiara Rizzi e Vincenzo Pantieri, bergamasca lei, di Faenza lui, hanno rinviato tutto al 17 ottobre, ma il coronavirus si è messo di nuovo di traverso. I due promessi sposi questa volta non si sono persi d’animo e hanno deciso di convolare lo stesso a nozze senza neppure rinunciare alla cerimonia. Come? Ecco l’idea: un matrimonio "itinerante" con gli invitati spalmati su tre ricevimenti per rispettare il numero massimo di 30 persone introdotto dal Dpcm del 13 ottobre.

Forlì, per non rinunciare alle nozze organizzano tre ricevimenti

I festeggiamenti si sono così svolti in tre momenti diversi. "È stato impegnativo", ma "non è finita qui" dice la sposa al "Resto del Carlino". "Per tutta la prossima settimana abbiamo in programma piccole cene con qualche invitato che non è riuscito a rientrare nei numeri previsti per i tre ricevimenti. Non c’era altro modo". 

Gli invitati "ci hanno dato dei matti" racconta ancora Chiara."Ma siamo felici di esserci ritrovati tutti per questa occasione di gioia, dopo i mesi bui e drammatici dell’emergenza, che, dalle mie parti, ha picchiato davvero duro".  

Fonte: ilrestodelcarlino →
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