Domenica, 11 Aprile 2021

I medici no-vax che corrono a prenotarsi per il vaccino perché hanno paura delle sanzioni

In Veneto il 30% di quelli che avevano rinunciato ha cambiato idea. In Puglia i 300 "renitenti" sono rimasti in 70. E battono in ritirata anche a Bologna, Genova e nelle Marche

medici no vax

C'è chi cambia verso durante il piano di vaccinazione. Si tratta dei medici, degli infermieri e degli operatori socio-sanitari che avevano rifiutato l'immunizzazione. Ma adesso, dopo che il decreto n. 42 primo aprile ha portato le sanzioni per chi non si vaccina, hanno cambiato idea. La storia la racconta Viola Giannoli su Repubblica

Nei cinque giorni dall’entrata in vigore del decreto che impone a medici, infermieri, farmacisti, ma pure a veterinari, fisioterapisti, logopedisti, psicologi, di sottoporsi alla somministrazione anti-Covid pena la sospensione dal lavoro o il demansionamento fino al 31 dicembre, chi si era sottratto alla chiamata ha dato nelle ultime ore la sua adesione. Tra i non vaccinati ci sono certo pure gli immuni perché ammalati di Covid nella seconda ondata, gli allergici, le dottoresse incinte o chi aveva ceduto il passo agli anziani. Ora si son fatti avanti, insieme ad alcuni renitenti stanati dal decreto.

In Veneto, racconta Luciano Flor, direttore generale della Sanità regionale, "sono 12 mila gli operatori non ancora vaccinati su 70 mila, ma tra sabato e domenica il 30% ha comunicato che si farà immunizzare, alla prossima fornitura di vaccini". In Puglia il caso più eclatante è al Policlinico di Bari: una settimana fa gli operatori che non avevano aderito al Piano vaccinale erano 300, ora sono 70.

Ma non finisce qui: al Sant’Orsola di Bologna ancora 800 i medici e gli infermieri senza copertura, la maggior parte dei quali ha chiesto ora la sua dose. A Roma è un continuo squillare del telefono alla Asl Roma 4, racconta la direttrice della Prevenzione, Simona Ursino. Al San Martino di Genova sui 400 dipendenti non ancora vaccinati in 50 hanno detto sì nelle ultime ore. I 90 renitenti dell’Azienda ospedaliera Marche Nord, molti dei quali esentati per ragioni non ideologiche, si son fatti vivi. In Umbria erano 200 i “no vax” nelle strutture pubbliche. Ma ora in molti stanno cambiando idea. 

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Fonte: La Repubblica →
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