"Vivo in hotel per proteggere la mia famiglia": storia di Marina, un medico in trincea

Marina Neri, giovane dottoressa di Arezzo, da oltre un mese ha lasciato la propria casa dove abitava insieme ai genitori. Fa parte delle unità speciali di continuità assistenziale

Marina Neri è una giovane dottoressa aretina impegnata nell’emergenza sanitaria legata al coronavirus. Come tanti altri medici e infermieri in Italia, da più di un mese ha lasciato la propria casa, dove abitava insieme alla famiglia, per andare a vivere in un hotel convenzionato con l’Asl. "Vivo in un albergo della città dai primi di aprile. Non ero obbligata, ma ho scelto di fare così per non mettere a rischio la salute dei miei genitori. Con il mio lavoro la possibilità di essere contagiati è maggiore, quindi ho deciso di auto isolarmi", racconta ad ArezzoNotizie.

La dottoressa Neri fa parte dell'Usca di Arezzo, unità speciali di continuità assistenziale. "Il loro compito - racconta - è quello di seguire e monitorare i pazienti Covid positivi ad Arezzo. Al momento l’equipe dell’Usca è composta da 4 infermieri e 6 medici. Ad oggi abbiamo in carico una quarantina di persone che nei prossimi giorni ci hanno già comunicato che aumenteranno, alleggerendo il carico del dipartimento di igiene".

Le unità speciali, spiega la dottoressa, hanno il compito di chiamare queste persone due volte al giorno: "Sentiamo come stanno, se hanno problemi. Chiediamo a loro di comunicarci i parametri, pressione, frequenza cardiaca, la temperatura corporea e la saturazione dell’ossigeno nel sangue. Se non sono dotati di saturimetro glielo mettiamo noi a disposizione. Tutti sono stati istruiti a dovere nell’effettuare queste operazioni. Se vediamo che la situazione si aggrava con problemi respiratori o febbre alta allora passiamo alla visita domiciliare e insieme al medico di famiglia decidiamo il da farsi. O si cambia terapia oppure se la situazione è particolarmente aggravata si chiama il 118".

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Cosa si prova a stare lontano dalla propria famiglia, pur vivendo nella stessa città? "E' una sensazione strana. Il fatto di vivere in hotel mi fa passare anche meglio in un certo senso questo momento, perché la sera sei sola in una stanza, però ci sono tutti i comfort. Dal trovare sempre la camera pulita alla colazione e quant’altro. Sembrano piccolezze ma in una situazione di stress così sono gesti che ti fanno stare meglio. Alla fine non mi lamento assolutamente". 

Fonte: ArezzoNotizie →

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