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Martedì, 7 Dicembre 2021

Cercasi medico con sangue freddo e "gusto dell'avventura" per una remota isola con 134 abitanti

I due medici di Colonsay, nelle Ebridi Interne, stanno per andare in pensione e sono alla ricerca di qualcuno che possa sostituirli in un contesto operativo difficile ma al tempo stesso "speciale" e pieno di gratificazioni personali e professionali

Deve avere esperienza in "contesti rurali e remoti", ma anche gusto per l'avventura e soprattutto una buona dose di sangue freddo. Questo l'identikit del medico dell'isola scozzese di Colonsay, a largo delle Ebridi Interne. I due attuali "gp" (ossia il 'general practitioner', il medico di base), David Binnie e sua moglie Jan Brooks, hanno raggiunto l'età della pensione e ora devono passare il testimone a un nuovo medico, anzi possibilmente a una coppia di nuovi medici.

"Già la semplice logistica per portare un paziente fuori dall'isola può essere impegnativa", ha detto Binnie al Guardian. Colonsay è collegata alla terraferma con un traghetto, che impiega mediamente due ore e mezza per raggiungere Oban, cittadina di 8mila abitanti sulla costa centro-occidentale scozzese affacciata sull'oceano Atlantico. "A seconda delle condizioni meteorologiche e degli imprevisti del servizio, possono volerci molte ore prima di riuscire a portare in ospedale. In quel lasso di tempo siamo noi a doverci occupare di loro". Per i casi di emergenza è previsto l'arrivo dell'elisoccorso, ma anche in quel caso possono volerci molte ore.

Un contesto difficile, che però può dare anche soddisfazioni e benefici. "L'isolamento ti dà un senso maggiore di responsabilità e di gratificazione. Affrontare patologie in un ambiente remoto mette a dura prova le capacità mediche, ma allo stesso tempo si ha molto più tempo per i pazienti e si arriva a conoscerli come persone".

"La nostra esperienza e il nostro istinto ci aiutano con una prospettiva diversa: che tipo di lavoro serve qui? Come possiamo fare il nostro lavoro in questo contesto? Possiamo elaborare una serie di interventi, a volte con l'aiuto del dottor Youtube e dell'infermiera Skype", racconta Jan Brooks.

Sull'isola bisogna anche essere sempre pronti per l'arrivo di eventuali nascituri. "Le nostre strutture sono verificate periodicamente da un team ostetrico e neonatale. Conoscono le nostre riserve di ossigeno e tipo di equipaggiamento che abbiamo. Le donne incinte lasciano l'isola alla 38esima settimana, per raggiungere amici o parenti sulla terraferma. E per i parti d'emergenza viene allertato l'elisoccorso, completo di ostetrica, infermiera e incubatrice. Questo sistema non può funzionare con la persona sbagliata. (I nuovi medici, ndr) non devono scoraggiarsi facilmente o lasciarsi prendere dall'emozione. Ma questa è un'isola speciale e le gratificazioni sono speciali".

Fonte: Guardian →
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