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Lunedì, 15 Aprile 2024

A 92 anni incontra i discendenti della famiglia ebrea che salvò dai nazisti: "Ora posso morire tranquilla"

A Gerusalemme l'incontro tra Melpomeni Dina e i quaranta discendenti della famiglia che lei e le sue sorelle nascosero e aiutarono nel 1944 in Grecia, salvandoli dall'Olocausto

Nel 1944 Melpomeni Dina era poco più che un'adolescente nella Grecia occupata dai nazisti. Con coraggio e determinazione, insieme alle sue due sorelle salvò una famiglia ebrea di sette persone, nascondendola e aiutando i vari membri a fuggire. Settantacinque anni dopo, Melpomeni, oggi 92enne, ha incontrato i quaranta discendenti quella famiglia che grazie a lei riuscì a sfuggire all'Olocausto nel corso di una cerimonia a Gerusalemme. "Adesso posso morire tranquilla", è stato il suo commento, mentre in lacrime riceveva l'omaggio di ognuno di loro, venuti ad abbracciarla e ringraziarla.

L'86enne Sarah Yanai, la più grande dei cinque fratelli della famiglia che Melpomeni e le sue sorelle riuscirono a nascondere, ha ricordato "il rischio che queste persone hanno corso per salvare un'intera famiglia, sapendo che così avrebbero messo se stessi e chiunque altro intorno a loro in pericolo". "Guardatevi intorno. Noi oggi siamo una bella e grande famiglia ed è tutto merito loro, perché ci hanno salvato", ha detto durante la cerimonia. "Ci hanno nutrito, curato, protetto, hanno persino lavato i nostri vestiti", ha ricordato Yossi Mor, oggi 77enne e all'epoca dei fatti poco più che un bambino.

La famiglia Mordechai viveva nei pressi di Salonicco quando i nazisti iniziarono a deportati gli ebrei dalla Grecia. Inizialmente, grazie alla generosità di alcuni amici, si nascosero nella soffitta di una vecchia moschea turca in disuso, che furono però costretti ad abbandonare dopo quasi un anno. A quel punto furono accolti da Melpomeni Dina e dalle sue sorelle, che condivisero con loro le loro già scarse razioni di cibo. Uno dei piccoli Mordechai si ammalò e fu portato in ospedale, nonostante i grandi rischi, ma per lui purtroppo non ci fu niente da fare. Gli altri fratelli invece e i genitori riuscirono a fuggire a piedi e a trovare altri nascondigli, grazie all'aiuto delle tre sorelle greche.

Presto avremo un mondo senza più sopravvissuti all'Olocausto

Sarah e Yossi avevano già incontrato due anni fa la donna greca che li aiutò. Ora invece l'incontro con tutti i loro discendenti allo Yad Vashem, il memoriale dell'Olocausto, che assegna il titolo di 'Giusto tra i giusti'. Ogni anno vengono esaminati tra i 400 e i 500 casi, in un processo lungo che, negli ultimi anni, ha portato spesso all'assegnazione postuma del titolo. Cerimonie come quella che ha visto protagonista Melpomeni Dina e i discendenti della famiglia Mordechai stanno diventando sempre più rare, a causa dell'età avanzata sia dei sopravvissuti sia di coloro che li hanno salvati, e presto non potranno più avvenire. "Ciò che abbiamo visto qui è commovente perché prova la relazione in corso tra soccorritori e sopravvissuti e i loro discendenti. È un modo di rendere loro omaggio", ha detto Joel Zisenwise, direttore del dipartimento dello Yad Vashem. "È davvero emozionante vedere queste famiglie riunirsi sapendo che potrebbe essere davvero uno degli ultimi incontri".  

Fonte: Times of Israel →
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