Mercoledì, 28 Luglio 2021

Meningite Bergamo-Brescia, l'esperto: "Ceppo ipervirulento"

Nuove azioni saranno messe in campo per garantire una cintura di sicurezza sanitaria nell'area sul confine fra Bergamo e Brescia. Sono stati 6.815 i vaccini anti-meningite erogati dal 27 dicembre a ieri

Foto repertorio

Migliaia di vaccinazioni: è la risposta sanitaria all'emergenza meningococco, che solo nel Basso Sebino ha registrato cinque casi (tra cui due decessi) in poco più di un mese. Quattro di questi con meningococco di tipo C, l'ultimo – il 16enne di Castelli Calepio che è in fase di guarigione –  con meningococco di tipo B.

Sono stati 6.815 i vaccini anti-meningite erogati dal 27 dicembre a ieri tra le province di Bergamo e Brescia dopo la concentrazione di casi verificatisi nell'area. Nel dettaglio il bollettino fornito da Regione Lombardia parla di 3.511 vaccinazioni erogate tra il 27 dicembre e il 6 gennaio nelle 10 sedi vaccinali e presso i medici di famiglia della provincia  di Bergamo e di 3.304 erogate tra il 4 e il 6 gennaio nelle tre sedi vaccinali nel Bresciano (Paratico, Iseo e Capriolo, Comuni nei quali da domani verranno attivati anche i medici di medicinale generale).

Vaccino meningite Bergamo-Brescia: ultime notizie

Nuove azioni saranno messe in campo per garantire una cintura di sicurezza sanitaria nell'area sul confine fra Bergamo e Brescia. Ad annunciarlo è stato ieri l'assessore al Welfare della Regione Lombardia Giulio Gallera, al termine di una serie di incontri fra Bergamo e Villongo, con i vertici sanitari locali e i sindaci dei Comuni che si trovano nella zona interessata dalle infezioni.

"Abbiamo visto i sindaci sia della parte bergamasca che di quella bresciana - spiega Gallera - a valle di un incontro operativo fatto in Ats di Bergamo questa mattina", alla presenza di rappresentanti dell'Istituto superiore di sanità e del ministero della Salute, "che ci hanno fatto i complimenti per come stiamo gestendo questa situazione anomala e hanno apprezzato la tempestività con cui ci siamo mossi". La strategia delineata prevede di aumentare ulteriormente il numero di centri vaccinali impegnati in questi giorni a dispensare le iniezioni scudo, il coinvolgimento dei medici di medicina generale nelle attività di immunizzazione e interventi mirati a partire dalle scuole superiori in cui si registra un maggiori afflusso di studenti provenienti dalle aree a rischio. Gallera ha spiegato che anche "chi lavora in maniera stanziale nei 20 Comuni dell'area potrà vaccinarsi con una semplice autocertificazione negli ambulatori straordinari e in quelli ordinari. Oggi c'erano i rappresentanti di alcune filiere produttive e stiamo organizzando anche con i medici di medicina del lavoro di fornire vaccini o di portare nostro personale e vaccinare" in realtà dove c'è "un numero significativo di dipendenti".

Meningite, Rezza: "Ceppo ipervirulento"

C'era anche Giovanni Rezza alla conferenza stampa che ha fatto seguito all'incontro di Villongo sull'emergenza meningococco: è il direttore del dipartimento Malattie infettive dell'Istituto superiore di sanità. Intervistato dall'Eco di Bergamo, ha spiegato come dei cinque casi emersi, almeno quattro sono “presumibilmente correlati”. Il quinto caso, invece, “si tratta molto probabilmente di meningococco di tipo B: colpisce nei primi anni di vita e la raccomandazione è quella di vaccinare i bambini piccoli”.

Quello diffuso nel Basso Sebino si tratterebbe comunque di un “ceppo ipervirulento”: nessuna epidemia e nessun “untore” che sta distribuendo il batterio, ma la situazione è tutt'altro che risolta. 

“Non possiamo ancora ritenerci fuori pericolo - ha aggiunto Rezza - e non c'è ad oggi la possibilità di escludere che si presenteranno altri casi nei prossimi giorni”. 

Fonte: BresciaToday →
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