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Sabato, 29 Gennaio 2022

Meriam vivrà: la ragazza cristiana non sarà impiccata

Le dichiarazioni di speranza sulla sorte di Meriam riportate da Avvenire: "Ci sarà un processo politico". Senza la legge coranica è esclusa la pena di morte

Le urla del mondo intero sono servite a qualcosa. L'appello "Meriam deve vivere" ha dato i risultati sperati. Il giudizio finale su Meriam, la 27enne sudanese condannata a morte per apostasia, sarà un giudizio politico. La speranza arriva direttamente dai legali della giovane che hanno chiarito come l'impiccagione sia un'applicazione forzata della sharia. Meriam è considerata islamica dalla legge coranica perché figlia di un musulmano. La sua conversione al cristianesimo e il suo matrimonio con un cristiano - considerato adulterio in Sudan - sono puniti dalla legge coranica con la morte. L'incubo per la donna, che è reclusa con un figlio di venti mesi ed è incinta all'ottavo mese, potrebbe essere quasi finito. 

Scrive "Avvenire":

Giungono da Khartum dichiarazioni di speranza sulla sorte della cristiana Meriam Yahia Ibrahim Ishag. Un giudice locale, Abbas Mohammed Al-Khalifa, le aveva dato tre giorni di tempo per abiurare il cristianesimo e tornare alla fede islamica, la religione del padre fuggito quando lei aveva sei anni. Ma Meriam non ha avuto dubbi: "Sono cristiana e non ho mai commesso apostasia". "Prima dell’inizio del Ramadan, a fine giugno, è attesa la data del nuovo processo: i legali della donna hanno fatto appello a una corte superiore", spiega Antonella Napoli, presidente di Italians for Darfur, che ha avuto rassicurazioni sul caso tramite la Ong locale Sudan Change Now.

Quel che conta, ora, è che si arrivi presto ad una soluzione. Con la speranza, più viva che mai, che Meriam vivrà. 

Fonte: Avvenire →
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