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Giovedì, 30 Maggio 2024

Messico shock: perso ufficialmente il conto dei morti nella guerra ai narcos

Nella guerra ai narcos il Messico annuncia ufficialmente di aver perso il conto dei morti. In pratica le autorità messicane ammettono che il numero di fosse comuni è così grande che calcolarlo significherebbe "generare un’interruzione sostanziale e irrazionale nelle attività dell’area designata a produrre l’informazione"

La notizia è passata un po' in sordina sui media nazionali e internazionali, ma è drammatica. Nella guerra ai narcos il Messico annuncia ufficialmente di aver perso il conto dei morti. In pratica le autorità messicane ammettono che il numero di fosse comuni è così grande che calcolarlo significherebbe "generare un’interruzione sostanziale e irrazionale nelle attività dell’area designata a produrre l’informazione". Filippo Fiorini sul quotidiano La Stampa racconta come sia ormai un decennio intero che in Messico si combatte una guerra tra Stato e trafficanti di droga, "le cui vittime, in gran parte estranee al conflitto, superano le decine di migliaia e ormai non vengono nemmeno più contate dalle autorità".

Un episodio è emblematico. Qualche settimana fa, racconta il quotidiano torinese, una corrispondente dalla capitale messicana per il sito Buzzfeed, Karla Zabludovsky, ha spiegato di essere rimasta scioccata lo scorso anno quando le ricerche dei 43 liceali della scuola di Ayotzinapa avessero portato alla scoperta di diverse fosse comuni solo nel piccolo comune di Iguala (ovvero il luogo in cui erano stati visti per l’ultima volta tutti i ragazzi). Se esistono così tante fosse comuni in una località semisperduta, quante altre ve ne possono essere nel resto dello sterminato Messico? La domanda è inquietante, e forse è destinata a rimanere per sempre senza risposta.

Da polizia e procure locali giungono solo e soltanto informazioni contraddittorie. Il presidente della Commissione Nazionale per i Diritti Umani, Luis Raul Gonzalez Perez, all’Onu ha dovuto ammettere che il Messico non può dire con certezza quante siano le persone scomparse durante la "Guerra al Narcotraffico".

Sebbene la giornalista impugnasse il diritto legale dei cittadini messicani ad essere messi al corrente sulla situazione, i portavoce giustificavano i loro «no comment», sostenendo che «la divulgazione di tali informazioni sarebbe stata più dannosa di qualsiasi interesse queste potessero creare», oppure, spiegando semplicemente che il numero di fosse comuni (e di cadaveri in esse contenuti) era così grande che per calcolarlo avrebbero dovuto «generare un’interruzione sostanziale e irrazionale nelle attività dell’area designata a produrre l’informazione».

Fonte: La Stampa →
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