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Lunedì, 23 Maggio 2022

"Io, malato psichico, arrestato perché coltivo marijuana per curarmi"

Michele Russotto è stato trovato in possesso di marijuana e adesso rischia fino a 20 anni di carcere. "Gli psicofarmaci mi hanno trasformato in uno zombie"

Michele ha 25 anni ed è disoccupato. Dal 2008 al 2012 è stato seguito presso il dipartimento di Igiene Mentale dell’Asl Roma A e ha intrapreso una terapia farmacologica per un disturbo di personalità con concomitanti oscillazioni del tono dell’umore e intensi stati ansiosi. Il 5 gennaio due poliziotti sono arrivati nella sua abitazione dopo una segnalazione per un possibile furto, allertati da alcuni vicini.

Gli agenti hanno trovato in un armadio un impianto artigianale per la coltivazione della marijuana. Quel giorno è stato portato alla questura centrale della Capitale. Il giudice ha convalidato l'arresto ma non ha disposto le misure cautelari. Da allora si trova in carcere ed è accusato di coltivazione e detenzione a fini di spaccio. Rischia fino a 20 anni di carcere.

Ma il ragazzo si difende. Racconta così la sua storia all'Espresso:

“E’ da un anno che fumo cannabis. Non ne potevo più di drogarmi di psicofarmaci, un incubo: ero uno zombie vivente, sedato dalla mattina alla sera tra Valium, Seroquel, Tranquirit, Entact e altro ancora”

Il giovane aveva voluto provare una 'nuova cura' a causa degli effetti delle medicine prescritte per il suo disturbo psichico. L’avvocato difensore, Marco Lucentini, ha subito chiesto la perizia tossicologica e insiste sull’uso teraupeutico. Per il legale “siamo di fronte ad un’emergenza” essendo molti i casi di semplici consumatori in stato di arresto per piccole coltivazioni di marijuana a casa.

Tutto a causa della Fini-Giovanardi, legge che nel 2006 ha modificato il Testo unico sugli stupefacenti. Scrive l'Espresso:

Dati alla mano, un terzo dei detenuti è in carcere per la violazione della Fini-Giovanardi, una legge che non distingue tra droghe leggere o pesanti o tra consumatori e dipendenti. Patrizio Gonnella, presidente di Antigone, è stato tra i promotori insieme ad altre realtà di una petizione popolare per l’abrogazione di tale norma, considerata “criminogena e dagli eccessi punitivi fondati su una base morale, non scientifica né giuridica”. Per lui qualcosa sta cambiando. Negli Usa, Paese della War on drugs, in alcuni stati (come il Colorado) si apre alla legalizzazione della marijuana . ”La guerra alle droghe ha perso e qui in Italia a sentire Pd, M5S e Sel ci sarebbero i numeri per una svolta e un superamento della Fini-Giovanardi”.

L'11 febbraio la Corte Costituzionale si pronuncierà sulla legittimità o meno della legge. A sollevare la questione è stata la terza sezione penale della Cassazione, sentenza dell'11 giugno scorso. La norma è stata inserita nella legge di conversione con un maxiemendamento al dl 272/2005, inerente "misure urgenti dirette a garantire la sicurezza e il finanziamento per le Olimpiadi invernali di Torino, la funzionalità dell'amministrazione dell'interno e il recupero di tossicodipendenti recidivi".

Fonte: L'Espresso →
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