"La Guardia costiera libica spara sui migranti durante lo sbarco: due morti"

La ricostruzione dell'Organizzazione internazionale per le migrazioni, che condanna "l'uccisione di due migranti intercettati in mare e riportati in Libia". I numeri di questo "esodo al contrario": 6.518 i migranti riportati in Libia dall'inizio dell'anno

Foto archivio Ansa

Hanno cercato di attraversare il Mediterraneo per arrivare in Europa, ma sono stati intercettati in mare e riportati in Libia. Una volta sbarcati, hanno cercato di darsi alla fuga ma la guardia costiera ha sparato: "Due migranti sudanesi sono stati uccisi e altri tre feriti nella sparatoria". E' la ricostruzione fornita dall'Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim) di quanto sarebbe accaduto la scorsa notte a Khums, a est di Tripoli, durante le operazioni di sbarco.

I migranti erano stati intercettati in mare e riportati a terra dalla Guardia Costiera libica, dichiara l'agenzia delle Nazioni Unite per le migrazioni: "Il personale dell'Organizzazione internazionale per le migrazioni presente sul posto ha riferito che le autorità locali hanno iniziato a sparare nel momento in cui alcuni migranti, scesi da poco a terra, avevano cercato di darsi alla fuga. I tre migranti feriti sono stati portati in ospedali della zona, mentre la maggior parte dei sopravvissuti all'incidente è stata trasferita in centri di detenzione".

"Le sofferenze patite dai migranti in Libia sono intollerabili", ha affermato Federico Soda,  capo missione Oim in Libia. "L'utilizzo di una violenza eccessiva ha causato ancora una volta delle morti senza senso, in un contesto caratterizzato da una mancanza di iniziative pratiche volte a cambiare un sistema che spesso non è in grado di assicurare alcun tipo di protezione".

L'Organizzazione ha ribadito che "la Libia non è un porto sicuro" e ha lanciato nuovamente un appello all'Unione Europea e alla comunità internazionale "affinché si agisca con urgenza per fermare i ritorni in Libia di persone vulnerabili. E' necessario mettere in atto uno sistema alternativo che permetta che le persone soccorse o intercettate in mare siano portate in porti sicuri. E' altresì necessario che ci sia una maggiore solidarietà tra gli Stati europei e gli Stati mediterranei che si trovano in prima linea".

Migranti riportati in Libia: i numeri dell'esodo al contrario

Nel suo ultimo bollettino settimanale, l'Oim ha fornito anche i numeri di questo "esodo al contrario". Nei primi sette mesi del 2020 sono stati 6.518 i migranti riportati in Libia dalla Guardia costiera del paese nordafricano: si tratta per la maggior parte di uomini (5.716), ma anche donne (462) e minori (340).


 

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Fonte: Oim →

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