Domenica, 7 Marzo 2021
La storia / Messico

La donna che si è trasformata in detective e ha fatto arrestare gli assassini della figlia

Miriam Rodriguez è diventata un'icona in Messico. Da sola ha condotto un'indagine che ha portato all'arresto di 10 persone. Li ha seguiti uno a uno. In un'occasione ha arrestato personalmente un uomo puntandogli una pistola alla schiena

Lì dove la giustizia non esiste ha provato farsi giustizia da sola. La disperazione di una madre che è riuscita da sola a dare giustizia alla propria figlia pagando con la vita il suo impegno. La storia di Miriam Rodriguez è diventata iconica a San Fernando in Messico. La donna è conosciuta in tutto il Paese per aver sfidato da sola il pericoloso cartello Zeta. È riuscita a far arrestare tutti i membri della gang che aveva rapito e ucciso sua figlia Karen e per questo ha pagato con la propria vita. La sua storia è cominciata nel 2014 quando un gruppo di criminali ha rapito e ucciso sua figlia Karen di soli 20 anni. Degli uomini a bordo di due furgone rapirono la giovane. Successivamente chiesero un riscatto alla famiglia della 20enne.

La caccia ai criminali 

In ben due occasioni la famiglia provò a pagare la somma richiesta senza ottenere la liberazione della ragazza fino a quando non venne uccisa. Un omicidio efferato a cui le autorità non hanno saputo o voluto dare risposta, come spesso accade in Messico. La donna però non si è arresa, non poteva farlo. Così ha cominciato a dare la caccia ai membri della gang tra Messico e Texas, negli Stati Uniti. Li ha cercati uno a uno svolgendo una vera e propria inchiesta al posto delle forze dell'ordine. Nella borsa portava costantemente una pistola e tutti i dettagli che annotava svolgendo la sua indagine. Un'indagine realizzata utilizzando dei travestimenti e dei documenti falsi pur di parlare con i parenti dei criminali e raccogliere dettagli utili a raggiungerli. Una vera e propria inchiesta durata circa tre anni durante i quali è riuscita a mettere le mani su 10 criminali appartenenti alla gang. In tutti i casi li ha fatti arrestare dalla polizia scovandoli dopo mesi di appostamenti. In un'occasione ha personalmente arrestato un uomo armata di pistola. L'ha seguito fino al confine con il Texas e gli ha piantato una pistola dietro la schiena tenendolo bloccato a terra per un'ora prima che arrivassero i poliziotti.

I rapimenti in Messico 

Nel Paese è diventata una sorta di icona che allo stesso tempo però l'ha resa anche vulnerabile. Le sue azioni sono arrivate inevitabilmente all'orecchio del cartello che non poteva lasciare impunito il suo impegno. Così l'hanno assassinata facendola diventare ancora di più un simbolo dell'impegno contro i rapimenti in Messico. Il suo testimone è stato raccolto dal figlio Luis, di 36 anni, che sta continuando l'impegno della madre contro quella che è una vera e propria piaga nella nazione. Ha messo insieme un collettivo di famiglie che avevano subito dei rapimenti di propri cari. La storia della Rodriguez, a cui è stata dedicata una targa in bronzo nella piazza principale della città, è tornata d'attualità dopo un altro rapimento. Si tratta del 14enne Luciano Leal Garza, rapito anch'egli in pieno giorno. Sua madre Anabel Garza è diventata la nuova leader della battaglia per il ritrovamento di suo figlio. In Messivo sono 70mila le persone scomparse. Una battaglia che purtroppo, anche nel caso di Luciano, si è conclusa con la morte del 14enne.

Fonte: New York Times →

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