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Sabato, 20 Aprile 2024

Modena: dopo l'alluvione quasi 2 mila lavoratori in cassa integrazione

Gli ammortizzatori sociali attivati dopo l'alluvione riguardano già 200 piccole medie aziende. Il 40% dei lavoratori in cassa è del settore terziario. La Cisl stima una cifra complessiva di 2 mila lavoratori fermi

Danni al territorio, alle case ma anche al lavoro. E' questo il bilancio dell'alluvione che ha colpito la provincia di Modena nelle scorse settimane. Nei paesi alluvionati iniziano anche a contarsi i danni 'indiretti': sarebbero 1.175 i lavoratori in cassa integrazione a causa dei danni subiti dalle imprese.

Così afferma la Cisl di Modena, che ha analizzato i dati sugli ammortizzatori sociali attivati dopo il 20 febbraio grazie all'accordo stipulato con la Provincia per snellire tempi e procedure per ottenere la cig per alluvione nei Comuni colpiti dall'alluvione (Bastiglia, Bomporto, San Prospero, Camposanto, Finale Emilia, Medolla, San Felice e nelle frazioni di Modena di San Matteo, Albareto, La Rocca e Navicello).

“A oggi risultano 450 lavoratori in cassa integrazione ordinaria in deroga, 25 in cigo edilizia, 600 lavoratori in cigo industria e cento lavoratori in sospensione fondo artigianato – spiega Domenico Chiatto, responsabile delle politiche del lavoro per la segreteria provinciale della Cisl con delega alla ricostruzione post sisma e alluvione - Le aziende interessate dalla cig ordinaria, circa 200, sono generalmente piccole e medie imprese meccaniche, tessili e della chimica-gomma-plastica. Il 40% del totale dei lavoratori fermi è rappresentato da addetti del terziario, in particolare socio-sanitario-assistenziale e commercio, per i quali si attiva la cig in deroga”.

Poi c'è il settore agricolo: "Sui lavoratori dell'agricoltura mancano ancora dati precisi, autonomi, artigiani e persone con forme di lavoro diverse. Per questo stimiamo che il totale dei lavoratori che hanno dovuto fermarsi possa avvicinarsi complessivamente alle 2 mila unità”. La cassa integrazione ordinaria dura inizialmente tredici settimane, mentre quella in deroga scade il 31 marzo, come previsto dagli accordi della regione Emilia Romagna.

Per questo e per superare anche quest'altra emergenza servono 'risorse aggiuntive' per la cig in deroga rispetto agli accordi con la Regione, visto il maggior utilizzo proprio a seguito dall'alluvione ma anche dopo i danni provocati dal terremoti dell'anno scorso: "Alcune aziende colpite da questa ultima calamità avevano già subito danni a causa del terremoto e incontrano forti difficoltà nel riprendere l'attività. Hanno bisogno di sostegni straordinari non solo per rimettere in sesto gli impianti, ma anche per anticipare l'indennità cig ai propri dipendenti - continua Chiatto che sottolinea infine come resti aperto il danno a imprese e privati - C'è chi ha perso quasi tutto, dai mobili agli elettrodomestici all'auto. Per questo – conclude il segretario Cisl – ci aspettiamo che l'atteso decreto ministeriale sui risarcimenti preveda, come richiesto dalla Regione, gli stessi criteri e modalità riconosciuti alle popolazioni terremotate”. (da ModenaToday)

Fonte: Modena Today →
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