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Martedì, 16 Aprile 2024

Strage di Utoya, no al monumento sull'isola: "Troppo dolore, noi vogliamo solo dimenticare"

Tonia Mastrobuoni sul quotidiano torinese La Stampa racconta come sono andate le cose e quali sono le criticità evidenziate da chi si oppone al progetto

La strage di Utoya resterà una ferita indelebile nell'anima e nel cuore di tutti i norvegesi. Poco meno di tre anni fa, il 22 luglio del 2011, l'estremista di destra Andres Breivik fece strage di 69 ragazzi sull’isolotto ormai purtroppo celebre in tutto il mondo.

Gli abitanti dell'isola ora dicono "no" al monumento che vuole ricordare la tragedia. Il progetto dal titolo “Ferita nella memoria” dell’artista svedese Jonas Dahlberg non piace ai residenti, che hanno raccolta centinaia di firme: "Dovevano coinvolgerci", dicono.

Tonia Mastrobuoni sul quotidiano torinese La Stampa racconta come sono andate le cose e quali sono le criticità evidenziate da chi si oppone al progetto.

Il monumento separerebbe una parte dell’isola dal resto, permettendo in pratica ai visitatori di sbucare attraverso una delle pareti per vedere sulla parete opposta i nomi dei morti incisi nella pietra.  

Le loro finestre si affacciano sul lago Tyrifjord, ogni giorno sarebbero costretti a guardare quella grande ferita attraversata dall’acqua

Alcuni abitanti spiegano senza troppi giri di parole di non voler essere costretti ogni giorno a guardare quel taglio nell'acqua. La strage di Utoya è il più grave caso di cronaca mai accaduto in Norvegia nella storia recente:

Altri avrebbero desiderato essere coinvolti, come i genitori di Sissi, una delle ragazze massacrate da Breivik.

Fonte: La Stampa →
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