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Sabato, 28 Maggio 2022

In Italia si muore ancora di parto: "Vite che potevano essere salvate"

L’emorragia ostetrica è la prima causa di mortalità, ma ci sono anche le sepsi, le malattie infettive e le complicazioni nelle gravidanze da procreazione assistita

In Italia si muore ancora di parto: negli ultimi due anni i decessi sono stati 39. Il quotidiano La Stampa oggi dedica ampio spazio a auqetso tema in un articolo di Valentina Arcovio. L’emorragia ostetrica è la prima causa di mortalità, ma ci sono anche le sepsi, le malattie infettive e le complicazioni nelle gravidanze da procreazione assistita.

I numeri: su 100mila bambini nati in Italia ci sono 10 donne che muoiono per la gravidanza o il parto. I dati italiani sono simili a quelli di Francia e Inghilterra, ma è comunque necessario fare di più. Un progetto pilota di sorveglianza della mortalità materna è coordinato dall’Istituto Superiore di Sanità (iss).

Con un finanziamento del Centro Controllo Malattie (CCM) del Ministero della Salute è stata creata una rete di circa trecento presidi sanitari pubblici e privati, che coprono il 49% dei nati nel Paese. Sono state prese in considerazione anche le morti materne tardive avvenute tra 43 e 365 giorni dall’esito della gravidanza.  

Il 12% delle morti tardive rilevate è attribuibile al suicidio, che avviene in due casi ogni centomila nati vivi delle regioni partecipanti. Due donne su 10 sono morte a seguito di un’emorragia ostetrica che rappresenta la prima causa di mortalità e grave morbosità materna in Italia. La sepsi ha causato 5 dei 39 decessi e altri 5 sono stati causati da malattie infettive, 3 delle quali dovute a influenza H1N1, mentre 6 dei 39 decessi sono avvenuti per complicazioni di gravidanze indotte mediante tecniche di procreazione medicalmente assistita. Delle 29 morti sottoposte a indagini confidenziale 12 sono risultate associate ad assistenza inappropriata ed esito evitabile. Quindi vite che potevano essere salvate.  

Serena Donati, del reparto Salute della donna e dell’età evolutiva dell’Iss, dice: “Il rischio di mortalità materna è quasi tre volte superiore nelle donne sopra i 35 anni rispetto alle più giovani, oltre due volte nelle donne di istruzione bassa e tra quelle che si sono sottoposte a taglio cesareo rispetto al parto spontaneo".

Fonte: La Stampa →
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