Mercoledì, 12 Maggio 2021
Il lutto e la rabbia / Roma

Due morti di Covid in tre giorni tra i dipendenti dei supermercati di Roma: “Basta retorica, ora tutele e diritti”

“Ennesime vittime di un settore martoriato”, denuncia Francesco Iacovone, sindacalista del Cobas nazionale

Due morti per Covid in appena tre giorni nei supermercati di Roma. Riccardo lavorava in un punto vendita nel quartiere Nomentano, mentre Rudy dirigeva un supermercato in zona Marconi. Sono le “ennesime vittime di un settore martoriato”, secondo Francesco Iavocone, sindacalista del Cobas nazionale, ultimi in ordine di tempo di “una lista di morti invisibili, nascoste e mai enfatizzate per non disturbare i profitti da capogiro delle multinazionali del commercio”.

"Basta con la retorica degli eroi, rivendichiamo diritti e tutele sanitarie"

“Ci siamo stancati della retorica degli eroi, rivendichiamo tutele sanitarie e diritti e giudichiamo incosciente questo nuovo cambio di colore che mette in circolazione altre centinaia di migliaia di cittadini ben prima che gli effetti della zona rossa si manifestino realmente”, è il commento del sindacalista, che punta il dito contro l’amministrazione regionale del Lazio (che ha vissuto “come una vittoria” il passaggio in zona arancione “invece di porre correttivi a tutela della salute pubblica”) e contro le aziende e i grandi proprietari di centri commerciali e supermercati, uniti “nell’attacco al diritto alla festa dei lavoratori finanche in piena terza ondata della pandemia”.

Per i giorni di Pasqua e Pasquetta, nonostante siano festivi e quindi non esigibili, i sindacati hanno indetto uno sciopero esteso anche a 25 aprile e 1 maggio. “Le multinazionali del ‘qualsiasi cosa a basso costo’”, denuncia Iacovone, “sottraggono altri giorni rossi di calendario ai propri dipendenti. Dilatando il rischio di contagio derivante dall'esposizione al pubblico. Ed è proprio il tempo negato, quello del lavoro domenicale e festivo sottratto a queste donne e questi uomini, il vero cuore del problema. Nell’immaginario collettivo queste aziende rappresentano molto spesso il concept della famiglia. Dimensioni di fatto negate ai propri lavoratori. Questa è una deriva destinata a tenere aperti questi non luoghi anche a Natale, anche a Capodanno. E quando non basterà più il calendario, saranno anche capaci di costruire il 366° giorno dell’anno o la 25esima ora giornaliera”. 

L’addio del Todis di viale Marconi al direttore Rudy

Su Facebook la pagina del supermercato Todis di viale Marconi ha condiviso la foto del direttore Rudy, ricordandone la generosità e l’umanità. Rudy era “sempre pronto a nuove sfide, un passo avanti rispetto agli altri, ha dato spazio a tutti, non dimenticando nessuno”. 

Fonte: RomaToday →
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